Milano 2009 - Club dei NatiScalzi

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Milano 2009

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Milano, domenica 16 maggio

Meno dieci, nove otto, sette....... Conteggio alla rovescia in corso. Una certa emozione ti fa vibrare dentro e la curiosità è più forte dell'ignoto: ecco, da qualche giorno era un po' così, con quell'attività fervida ed un poco caotica tipica degli eventi significativi molto attesi. I Nati Scalzi lanciano il loro primo satellite mediatico in orbita? Magari, ma dagli scambi serrati di messaggi in questi ultimi giorni così sembrerebbe. Non parte nulla, ma atterra un'ospite dall'Olanda. È una donna, è una grande, è una scalza! E tutti vogliono conoscerla. Io e Nancy in prima linea. Forse c'è qualche maledizione in corso, perché tutto sembra andare in senso contrario: il maltempo volge al bello, ma con una poderosa perturbazione in transito proprio in quell'occasione; c'è lo sciopero dei mezzi di trasporto e forse anche quello degli aerei. Scegliamo come meta la caotica Milano. Ci sembra più logico pernottare nello stesso Hotel di Contessa Scalza, ma raggiungerlo è un'impresa in una metropoli paralizzata dal traffico, ma alla fine ci siamo. Sono un po' trepidante, entro nella hall e trovo Paolo F. ad aspettarci; depositiamo armi e bagagli e torniamo dall'amico. Ma, come: non sai dov'è Cristiana? Vuoi vedere che ho sbagliato albergo? Chiedo alla ricezione e mi indicano un numero da comporre: nessuno risponde. C'è una ragazzina seduta in una saletta, ascolta delle canzoni con un walkman, ma non vedo altre persone. Avanzo di qualche passo e.........toh, un'olandesina scalza mi corre incontro e mi abbraccia. Ma guarda che bel vestitino: gotico classico, mi dice. Siamo tutti visibilmente emozionati. Dobbiamo andare a prendere Alessandro; siamo in forte ritardo e ci sarà Andrea davanti alla pizzeria con la bava alla bocca. Il signore che ci ha portato i bagagli in camera parla col gestore, entrambi vengono al portone d'entrata e quardano stupiti quei piedi nudi davanti al quattro stelle. Vuoi vedere che stasera dormiamo fuori? Dopo alcune peripezie automobilistiche raggiungiamo Andrea; sembra un gigante, gli occhi chiari che paiono lame d'acciaio. Ci investe con un ruggito ed uno scatto da cerbiatto: "Ma che c...o, è un ora e mezza che sono qui davanti alla pizzeriaaaa!!!!". Cristiana lo abbraccia e lui bofonchia un "Ciao" che sembra un getto di vapore. Piano piano la lava si raffredda ed entriamo tutti scalzi nel locale. Ares, Lucignolo, Lucina, Paolo F., Luca L., Andrea77, Cristiana e la figlia Aliya: siamo tutti qui e la serata si riscalda. L'olandesina friulana è simpaticissima e tiene banco senza problemi. Accidenti che bella serata! Alessandro sembra un Lord inglese, perché è fresco fresco di lavoro: viene costretto a scalzarsi a furor di popolo per una fotografia di gruppo e qui....sorpresa!.....Si scalza anche Aliya. Ci facciamo un pezzo di strada, un antipasto di Milano a piedi nudi. Il tempo vola, nemmeno ci rendiamo conto di essere già alle ore ad una cifra. Il personale dell'Hotel ci accoglie con la massima cortesia e conduce alla stalla il cavallo d'acciaio di quei quattro strani matti scalzi. Tutti a nanna, 'ché domani è lunga.

Ah, che dormita! Tre ore scarse fra letto nuovo e metropolitana galoppante sotto il letto, ogni tre minuti circa. Poi pane, burro e miele…….uhmmmm! In compagnia di una Contessa rinnovata: seria e compassata, quasi un teorema matematico. È più rilassata, ora ed è più contenta che mai. Il programma è intenso: dovremmo portarci in Piazza Duomo e li incontrare i tre simpatici Marco53, Tarzone (Valerio) e Andy; poi via a deporre i nostri piedi sotto un tavolo imbandito. Una lunga passeggiata per Milano centro e, se potremo, cena serale con Alessandro (bloccato da un'urgenza professionale) e con Stefano, che chiuderebbe il cerchio del grande gruppo del nord (e non me ne vogliano i romani). Il primo che incontriamo è quel finto fragilone di Andrea, che, in realtà, sembra uno di quei giunchi battuti dal vento che oscillano, si piegano, ma sono sempre li come prima. Be', vi dico una cosa: camminare in una grande città popolosa come Milano con Cristiana è come attraversare un paese da conquistare con una legione romana. Perché lei ha una forza ed una convinzione da cui dovremmo davvero trarre insegnamento. Vi spiego meglio. Siamo davanti all'Osteria 29 (Corso Magenta): c'è un momento di blocco generale; che facciamo? Ci mettiamo tutti le infradito? Oppure chiediamo umilmente se possiamo entrare scalzi? Non sono molto d'accordo, perché vorrebbe dire ammettere che siamo in torto per definizione. Qualcuno lancia l'idea: mandiamo avanti il Presidente! Che cari: per me non si deve chiedere. Sarò arrogante, ma se abbassiamo il capo siamo finiti. Cristiana è un carro armato: parte in quarta e dice che lei non chiede niente a nessuno. Apre la porta del ristorante ed entra con un arma che disarma: un bel sorriso! Ci guardano, ci squadrano, ci servono con una gentilezza senza pari (ditemi se sbaglio) ed alla fine li saluterò personalmente con una bella stretta di mano. Milano è calda, è affollata, è piena di gente che ci addita, qualcuno con molta perplessità, molti ragazzi guardano Aliya con stupore, sono adolescenti come lei. Brava, carina e forte come la mamma.  Un'adolescente con scarpe appese al collo ed a piedi nudi in una megalopoli: scommetto che avrebbero fatto carte false per comunicare con lei. Centinaia di persone conformate in mezzo a degli scalzi completamente fuori luogo.  Grazie a tutti coloro che hanno partecipato all'incontro. Andrea77, Marco53, Tarzone, Lucina, Alessandro, Luca L., Paolo Fratter, Cristiana, Aliya, Andy e Stefano (mancato per poco). Con questi elementi, credetemi, andrei all'inferno scalzo e tornerei trionfante. Anche perché si tratta di persone in grado di sostenere qualsiasi tipo di discorso. Se non fosse stato per il fatto che Cristiana doveva partire per l'Olanda alle sette del mattino, ci sarebbe stata una splendida serata con Luca L., Alessandro e Stefano: altre sette persone scalze. Secondo me Paolo Selis dovrebbe rotolarsi fra gli spasimi di piacere, perché mai i suoi "seguaci" hanno riscosso un simile successo. Grazie Cristiana. Grazie paziente Aliya. E grazie a tutti coloro che hanno contribuito al successo di questo incontro da ricordare. Conosciamoci, ragazzi, anche calzati. Perché sono sicuro che nelle persone che hanno il coraggio di rompere certi schemi così radicati come quelli legati alle calzature c'è la forza dirompente capace di cambiare il mondo.

(Flavio)
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