Nati Scalzi - Torino 2026
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Torino, 3 ottobre 2026
A 3 anni dall'ultimo incontro ufficiale, siamo ritornati a Torino. Dopo un paio di rinvii, e la decisione di concentrarsi in una sola giornata, e si è optato per una giornata piuttosto sabauda. La meta principale della gita era infatti la Villa della Regina, affacciata sulla collina alle spalle della chiesa della Gran Madre e con un orario già stabilito alla presa del biglietto, il che ha imposto un certo ritmo alla giornata. Dato che alcuni di noi che non erano mai stati a Torino, abbiamo deciso di dedicare la mattinata ad una full-immersion cittadina che, dalla stazione di Porta Nuova, ci ha portato attraverso la rinnovata Via Roma, giù fino a Piazza Castello passando attraverso le Gallerie San Federico e Subalpina, di grande effetto scenico anche se più piccole della Galleria di Milano. Da piazza Castello si è optato per via Verdi, con passaggio accanto alla storica sede Rai dove ebbero inizio le prime trasmissioni radiofoniche, ora abbellita da un murale dedicato a Piero Angela, che peraltro era proprio di Torino. Inevitabile un passaggio alla Mole che è proprio lì vicino. Poi siamo giunti nel’ampia piazza Vittorio che i torinesi chiamano così omettendo “Veneto” e che spesso proprio per questo motivo molti pensano dedicata a Vittorio Emanuele (al quale spetta invece il bel corso che passa davanti alla Stazione). Avremmo voluto visitare la “Gran Madre” ma il rischio era di ritardare il pranzo in un ristorante a ridosso della piazza, dove ci attendevano già allertati per non farci perdere troppo tempo.
Como, 7 giugno 2026
Così, dopo un pasto leggero ma apprezzato, siamo ripartiti alla volta della Villa, posta al termine di una lunga salita rettilinea. Lassù siamo arrivati nei termini accademici del quarto d’ora concesso dal biglietto, giusto in tempo per partecipare alla visita guidata del complesso, oggi patrimonio dell'Unesco. Una villa seicentesca voluta dal Cardinal Maurizio (di Savoia) e dalla principessa Ludovica Cristina, da lui sposata dopo aver lasciato la porpora cardinalizia. Successivamente passò ad Anna Maria d’Orleans, consorte di Vittorio Amedeo II, che sconfisse i francesi nell'assedio del 1706 e acquisì il titolo regio nel 1713. All'inizio si chiamava “Vigna della Regina”, proprio perché contornata da vigneti, alcune vestigia dei quali sono visibili ancora oggi e producono un’ottima Freisa. Fu trasformata in Villa con la partecipazione di architetti come Juvarra e decorata da pittori di pregio, come il Beaumont. Dai loro allievi venne completato il salone di accesso, impreziosito da stupendi trompe-l’oeil alcuni dei quali (come alcune colonne) così ben realizzati da sembrare veramente in rilievo. Vittorio Emanuele II la donò all'Istituto Nazionale delle Figlie dei Militari e divenne un collegio. Danneggiata in parte da bombardamenti del 1942/43 e dai furti dopo la chiusura dell’Istituto nel 1975, venne intrapreso un percorso di restauro che portò alla riapertura al pubblico nel 2008.La guida è stata prodiga di informazioni e, direi, molto brava e preparata. Ci ha accompagnato fino all'esterno dove si apre il giardino, con tanto di statue, fontane e un punto di osservazione su un terrazzino piuttosto alto.
Ma giocoforza la visita è stata più lunga del previsto, tanto che coloro che avevano il treno alle 17.20 hanno dovuto avviarsi verso la stazione senza fermarsi alla Gran Madre. Solo Alberto (al suo primo incontro ufficiale dopo 15 anni di forum!), che aveva il treno alle 18.30, è venuto a mettere il naso nella chiesa e ha percorso con noi torinesi tutta via Po. A piazza Castello ho dato forfait per la stanchezza, mentre Alberto è stato accompagnato ancora fino a piazzetta reale da dove, attraverso un passaggio, è possibile uscire lato Duomo e vedere le vestigia romane della Porta Palatina, dopodiché il gruppetto superstite ha preso la strada per Porta Nuova, da dove Luigi si è imbarcato sulla Metropolitana e Alberto sul treno.
Che dire? La splendida e calda giornata di ottobre ha donato ai NatiScalzi un tempo splendido e posto la città nelle condizioni migliori per essere apprezzata, nonostante la folla del sabato in centro. Per la prossima volta c’è già in cantiere una visita la Museo della Montagna e a qualche altro punto interessante della città, sperando in un’altra giornata altrettanto bella e luminosa.
Marco (Marco53)