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Fa bene a tutto il corpo

Scalzi? Sì! > Livello 2
Il nostro corpo è una macchina incredibilmente complessa; tutte le parti sono in relazione tra loro. L’utilizzo delle scarpe provoca squilibri artro-muscolari che, partendo dai piedi, hanno riflessi negativi sull'intero organismo (e spesso ci troviamo a curarne gli effetti, e non sempre in maniera efficace, senza concentrarci sulla causa).

La scarpa impedisce il naturale funzionamento del piede:
  1. il tacco ridistribuisce il peso in avanti sull'avampiede e induce l'accorciamento del tendine di Achille;
  2. La sagoma, molto spesso inadeguata,  limita il movimento delle dita;
  3. la rigidità della suola non consente di utilizzare propriamente l'arco plantare come ammortizzatore (in fase di appoggio) e di molla (in fase di spinta);
  4. La mancanza di contatto del piede col terreno priva il corpo di una quantità di informazioni che altrimenti gli consentirebbero di adattarsi in tempo reale e distribuire adeguatamente il peso.  
Chi paga il conto, oltre al piede stesso? L'impatto è sull'intero apparato osteo-muscolare ma i maggiori "contribuenti" sono le ginocchia e la schiena.


La colonna vertebrale presenta 4 curve (cervicale, dorsale, lombare, sacrale), che hanno la funzione di ammortizzare i traumi durante la camminata e la corsa. Una postura scorretta conduce all'accentuazione o all'appiattimento di queste curve e porta prima o poi al mal di schiena. il tacco delle scarpe porta il bacino ad inclinarsi in avanti,  il che causa per compenso una accentuazione della curva lombare. Se a questo aggiungiamo che la rigidità della scarpa riduce la capacità dell'arco plantare di ammortizzare i microtraumi della deambulazione e anzi, dandoci un falso senso di protezione, ci spinge ad allungare il passo e ad atterrare sul tallone ... Con questo non vogliamo certo dire che tutti i mal di schiena dipendano dall'uso delle scarpe, né che camminare scalzi sia il toccasana per ogni mal di schiena. Ma che ne dite di provare? Discorso analogo per le ginocchia: se l'avampiede, l'arco plantare, il tendine di Achille non sono messi nelle condizioni di lavorare come dovrebbero, passano buona parte delle incombenze, nella camminata come nella corsa, allo snodo successivo. E un ginocchio caricato di competenze che la natura aveva saggiamente distribuito, a lungo andare, potrebbe avere da ridire.           
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