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Chi ben comincia ...

Scalzi? Sì! > Livello 2
Il piede del bambino impiega anni per svilupparsi completamente e l'uso costante delle scarpe può costituire un ostacolo al corretto sviluppo del piede ed essere premessa di patologie nell'età adulta. Molti bambini sentono spontaneamente lo stimolo a scalzarsi: dovremmo dare loro maggior ascolto.
Sì, esistono paesi "avanzati" (SudAfrica, Nuova Zelanda, ma, più vicini a noi, anche alcuni cantoni svizzeri) in cui i bambini vanno tuttora abitualmente a scuola, giocano e praticano sport a piedi nudi.  Ma, per quanto la cosa oggi ci sembri impossibile, fino a pochi decenni fa un po' in tutto il mondo, specie nelle campagne, era ancora normale che nella bella stagione i bambini andassero scalzi. Ovviamente non è più così e i bambini spesso calzano scarpe da adulto in miniatura. Siamo certi che, oltre che gli operatori del redditizio business "scarpe per bambino", ne abbiano tratto beneficio anche i bambini? Niente affatto. Costringere costantemente piedi in crescita in strutture artificiali e rigide impedisce l'apprendimento dei movimenti naturali di camminata e di corsa ed ostacola un sano sviluppo dell'arco plantare.
  1. I piedi nascono piatti: solo intorno agli otto anni gli spessi cuscinetti di grasso presenti sulla pianta dei piedi dei più piccoli scompaiono e l'arco è ormai completamente sviluppato: intervenire con scarpe correttive è nel 99% dei casi semplicemente dannoso. Il piede piatto ha molto probabilmente una componente genetica, ma è statisticamente dimostrato che l'incidenza in chi ha passato buona parte dell'infanzia a piedi nudi è sensibilmente inferiore;
  2. I piedi dei bambini crescono in fretta e le scarpe vanno sostituite molto prima che siano consumate. Le scarpe strette possono favorire l'insorgere di patologie quali le "dita a martello": è necessario fare molta attenzione (oppure risolvere il problema "alla radice"...);
  3. I piedi danno informazioni al corpo e al cervello. Camminare scalzi, specie in un ambiente naturale, è un modo in più di apprendere e di interagire con il mondo circostante. E magari, chissà, anche un'opportunità per crescere un po' meno stressati ...
Sì, ma ... Il freddo, lo sporco, i chiodi arrugginiti? Abbiamo dedicato al tema "Sì, ma ...", cioè a tutti i dubbi, in parte legittimi e in parte lievemente "paranoici, suscitati dal barefooting una intera sezione del sito. Quanto abbiamo scritto lì vale per tutti, grandi e piccini. Qui vogliamo aggiungere soltanto che crescere in un ambiente asettico e con pochi contatti diretti con la natura, oltre a costituire una forma di vera e propria "deprivazione sensoriale", non favorisce probabilmente neanche lo sviluppo di un buon sistema immunitario. Forse l'esplosione di allergie e intolleranze cui stiamo assistendo ha a che fare con il nostro progressivo distaccarci dalla natura. Anche per questo il nostro consiglio è di lasciare, con buon senso e prudenza (e di questa il genitore italiano certo non fa difetto...) che i bambini possano fare per quanto possibile la bella esperienza di camminare come la natura ci suggerisce, senza forzature ma anche senza divieti fondati solo su abitudini e pregiudizi.
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