Nati Scalzi - Mattia
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Ciao, sono Mattia.
Piemontese DOC, ma con origini nigeriane. La mia storia forse non è diversa da molte altre e, per certi versi, non aggiunge nulla di nuovo, ma è la mia. Ho cominciato di nascosto, come tanti, tra i miei boschi. Ho la fortuna di essere cresciuto nell'alto Canavese, una zona ricchissima di natura, laghi e parchi. Le prime esperienze risalgono alla prima adolescenza: già a 13-14 anni il desiderio di camminare scalzo era fortissimo. All'inizio, la paura e la preoccupazione di essere scoperto la facevano da padrone; al minimo rumore o vociare, infilavo subito le scarpe. Fortunatamente, i sentieri dei boschi limitavano gli incontri che, allora, consideravo difficili da gestire.
Oggi, con l’età e una maggiore consapevolezza, le cose sono migliorate. Il timore del pregiudizio si è trasformato in 'menefreghismo' nell’accezione positiva del termine: non mi importa più del giudizio altrui. Sono convinto che se una cosa ci fa stare bene, rispetta il prossimo e non danneggia nessuno, ognuno debba sentirsi libero di esprimersi come crede. Grazie all'esperienza maturata, ormai sono pochissime le cose che non faccio a piedi nudi. L'uso delle scarpe è limitato quasi solo all'ufficio e a rare eccezioni. Il tempo libero — che sia estate o inverno, giorno o notte, sotto il sole, la neve o la pioggia — lo passo scalzo. Banca, posta, supermercato, montagna, tennis, mezzi pubblici e viaggi: sono tutte attività che ormai non concepisco più diversamente. Vivere così permette di apprezzare dettagli che altrimenti passerebbero in secondo piano: dalla rugiada fresca e umida del mattino alla moquette soffice di una sala cinematografica. Vivere scalzi regala il piacere di godersi la vita con un senso in più, persino attraverso il freddo pungente dell'inverno. È tutta questione di abitudine... basta cominciare.