Paolo - Club dei NatiScalzi

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Paolo

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Sicuramente devo essere nato scalzo. Non me lo ricordo, però dei miei primi anni ricordo, al ritorno dallo sfollamento nel ’45, le buche lasciate dalle bombe in città, e che mi piaceva andare scalzo. Infatti quando andai all’asilo, se potevo nascondermi, mi toglievo le scarpe e facevo un giretto a piedi nudi. Un po’ più grandicello, dai 14 ai 18 anni trascorrevo l’estate scalzo in casa fra le proteste di mia madre e mi arrampicavo sul tetto per stare in santa pace scalzo, oppure me ne andavo in periferia su una collina, dove giravo a piedi nudi. Insomma, questa storia di andar scalzo, me la porto appresso da sempre. Nelle mie estati da universitario, dopo cena spesso facevo camminate per chilometri sulla massicciata della ferrovia rischiando di farmi male per il buio. Mai successo niente!!! Finalmente, ma ormai lavoravo, ebbi il coraggio di uscire scalzo in città al pomeriggio, e di attraversarla percorrendo le strade pedonali di maggior traffico. Con un certo patema d’animo a dire il vero, dovuto al fatto che se avessi incontrato qualcuno che mi conosceva, non avrei saputo giustificare in modo troppo convincente questa stranezza. Non capitò mai per fortuna; di notte non avevo però alcun problema. Si trattava comunque di esperienze ripetute ma non costanti.
In seguito mi capitò invece di fare altre esperienze in montagna. Infatti ero un buon escursionista e mi capitava talvolta di finire un'escursione distrutto dagli scarponi; cominciai a prendere il vizio di finire a piedi nudi, quando ormai le scarpe facevano solo soffrire. Non mi sono mai trovato male! Poi per anni non mi capitò più di poter andare scalzo come e quanto avrei voluto; dovevo limitarmi ad una pratica esclusivamente casalinga; devo dire che però dove abito si può stare scalzi praticamente tutto l’anno e quindi in realtà non ho mai smesso. Dovevo ritrovare il coraggio dei trent’anni, dove abito è una cittadina dove tutti i ragazzini hanno camminato scalzi fino 40 anni fa circa, ma ormai si è persa l’abitudine. Era difficile perché facevo l’insegnante e non avrei potuto entrare in classe ed andare scalzo, nessuno avrebbe capito.

Poi è arrivata Internet, ho scoperto per caso il Club Natiscalzi ed è tornata la voglia di riprendere davvero. Ho aspettato ad andare in pensione, nel 2001 e con l’aiuto di Franco che è persino venuto a trovarmi, ce l’ho fatta. Non senza le solite difficoltà che sono sempre di duplice ordine, psicologico e fisico. Le prime sono, a dispetto di quel che sembra, di più lunga durata. Ho evitato sempre pochissimi contesti, nei quali  ritenevo che non sarei stato né compreso né approvato, mentre i piedi sono diventati abbastanza robusti da permettermi di andare disinvoltamente su superfici anche difficili, escludendo ovviamente limiti estremi estivi ed invernali. Sono stato scalzo praticamente sempre fino al 2019, quando mi si è instaurata la fibrillazione atriale per ovviare alla quale, si è costretti a prendere un fluidificante del sangue; da allora non me la sono più sentita di rischiare un qualunque "incidente" che mi obbligasse a tornare a casa lasciando una scia di sangue. Sono rimasto un barefooter casalingo. Come sempre!
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