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2021 Monteveglio - Bologna

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Monteveglio (BO) 19 Giugno (antefatto)

Ho perso la prima uscita stagionale in Val Sorda: le discese ardite e le risalite non sono più nelle mie corde (a dire il vero non lo sono mai state…). Aspetto un po’ di amici scalzisti a Bologna: ormai è un appuntamento tradizionale e dopo l’inverno che abbiamo passato ho voglia di rivederli. Meglio evitare assembramenti e dirigerci verso ambienti naturali. Dove andare? Mi viene in soccorso Ralf proponendomi la settimana precedente una escursione al Parco dell’Abbazia di Monteveglio, che non conoscevo. Ralf mi conduce per boschi e calanchi e mi racconta la lunga storia del borgo fondato da Matilde di Canossa. Bello. Lo proporrò agli ospiti la settimana prossima. Be’ magari tagliando le parti più impegnative che oggi ci hanno messo alla prova.        



Bologna & Monteveglio, 25-27 giugno

Il primo ad arrivare è Antonino: viene da Genova e ci raggiunge già venerdì sera. Rosanna ed io ci apprestiamo all’accoglienza del forestiero… ma c’è una gradita sorpresa dell’ultim’ora. Stefania e Federico sono di passaggio a Bologna e si uniscono a noi per la serata. Girelliamo nella zona del vecchio porto (sapevate che nel medioevo la flotta di Bologna sconfisse in una battaglia navale la flotta della Serenissima? Io non c’ero ma l’ho letto da qualche parte); ceniamo all’aperto in un simpatico centro sociale; facciamo strani traffici di animali vivi nei pressi della stazione (non fate domande: sono cose che capitano); e finiamo con il Grand Tour del centro di Bologna by night. Poi Federico e Stefania prendono la via del ritorno. Noi ci prepariamo al week-end.           



Sabato mattina alle 7.30 Sergio, Chiara e 3 figlioli molto più grandi di come li ricordavo sono già nel parcheggio del parco ad attenderci. Li raggiungiamo.  Ralf non è presente di persona trattenuto da impegni familiari ma è con noi in spirito e anche in voce: più tardi ci guiderà via telefono in un tratto dell’escursione. Partiamo assieme risalendo il corso del Rio Ramato. Usciti dal bosco puntiamo verso la cima della collina occupata da un piccolo borgo medioevale in cui spicca la suggestiva Abbazia. Entrando ho un deja vu: mi rendo conto di esserci già stato parecchi anni fa. All’uscita i monaci ci fanno accedere anche al bel chiostro, normalmente non accessibile. Sono francescani e i pellegrini scalzi vengono accolti bene. Ridiscendiamo sotto il sole cocente, ignari che poche ore dopo lì sarebbe successo un terribile fatto di cronaca. Ci ripariamo all’ombra e troviamo ristoro, cibo e bevande alla Baracca. Poi puntiamo verso Bologna per il giusto riposo. Appuntamento in centro per la serata.



Orrore. Vediamo avanzare Sergio in sandali. E’ reduce da una brutta esperienza alla Coop dove è stato respinto per mancanza di calzature e adesso in atto di muta protesta indossa sandali. Passiamo davanti alla Basilica di San Francesco e il santo patrono degli scalzisti fa la grazia: i sandali di Sergio di lì poco si rompono e l’amico ritrova la serenità. Ceniamo molto bene nel giardino interno di una bella osteria in zona Saragozza: i piedi nudi qui non sono un ostacolo. Al termine siamo sfiniti e puntiamo dritti verso il letto: al giro turistico ci penseremo il giorno dopo. Domenica perdiamo Rosanna e facciamo una mattinata da bravi turisti. Lo dobbiamo soprattutto ad Antonino che non conosce Bologna: Nettunopiazzamaggioreleduetorrisantostefano … In piazza Santo Stefano, nella elegante Corte Isolani, ci fermiamo per un buon pranzo scalzo. Il sole picchia forte ed è ormai ora di rientrare. Accompagno Antonino in stazione, poi un ultimo gelato con Sergio e i suoi. E’ andata bene, e anche i nostri piedi si sono molto divertiti. Alla prossima!   

Carlo (Appleseed)

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