Tresana e Madonna del Faggio - Club dei NatiScalzi

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Tresana e Madonna del Faggio

Il Club > Livello 43
Lunghezza4,00 km (percorso ad anello)
Gamma altitudinimin. 860 m – max. 980 m
Dislivello max.120 m.
Difficoltà percorsoFamiglieTuristicoEscursionistico
ScalzabilitàMorbidoPiacevoleStimolante
AutoreAlfredo (RAlf)
Data29/07/2021
Come arrivare

Per arrivare a Porretta, località da cui la strada prende la direzione di Tresana, si deve percorrere la statale che da Bologna risale la vallata del fiume Reno verso Pistoia e che viene appunto chiamata Porrettana. In alternativa, uscendo dall'autostrada Bologna-Firenze a Sasso Marconi, e dirigendosi verso Porretta seguendo le indicazioni stradali. È possibile anche provenire da Pistoia, (o da Lucca attraverso Pracchia), ma in questo caso il tragitto è più lungo e tortuoso. Arrivati a Porretta si trovano le segnalazioni per la Madonna del Faggio. Si prende quindi a destra (venendo da Bologna) la SP57 attraversando le località Gallinaia, Monzone, Campoferraio, Castelluccio e Pennola.
Dopo quest'ultima bisogna girare, seguendo le indicazioni, su una strada sterrata sulla destra. Si tratta di una antica via montanara, allargata e resa carrabile lastricando il fondo con sassi e laterizio che rendono il percorso assai sconnesso e su cui, anche per la larghezza della carreggiata, è meglio guidare lentamente e con prudenza. Si percorrono circa tre km in questo modo sino ad un bivio dove a sinistra una strada, questa asfaltata, con indicazione Tresana porta con poche curve in salita all'abitato. Non esistono parcheggi e la strada termina in quanto è chiusa da una sbarra per cui bisogna lasciare la macchina dove la larghezza lo consente. Nel caso invece di voltare a sinistra verso Tresana si fosse andati dritto si sarebbe arrivati alla Madonna del Faggio; anche qui, a mezzo km prima di arrivare al santuario, una sbarra blocca il transito alle macchine ma essendo la strada più larga vi è la possibilità di un più agevole parcheggio.
I luoghi

Ci troviamo sulla parte alta dei rilievi sopra Porretta, nell'appennino bolognese, lungo la vallata del fiume Reno, destra a salire. Tresana, detta anche "borgo delle ortensie" per la presenza di grandi cespugli di questi fiori è stata denominata anche "paradiso terragno ai confini del chiasso del mondo". Si tratta di un borgo montano del XVI secolo con case e tetti in pietra, fra i quali il più esteso d'Italia, riunite tutto intorno ad un torrente con una fontanella e a un vecchio castagno secolare, di cui resta solo il tronco, i cui frutti per secoli hanno rappresentato il nutrimento della comunità. Le case non sembrano abitate, tranne forse una, ma sono tutte restaurate con grande cura fra strade e cortili erbosi, puliti e sgombri, perché qui i mezzi a motore non possono entrare. Percorrendo le sue vie il suono predominante  è lo scorrere del torrente fra gli altri che sono solo quelli della natura e si entra in una dimensione completamente diversa, fatta di armonia. Non molto lontano, e raggiungibile da Tresana attraverso un sentiero, si trova il santuario della Madonna del Faggio, anche qui accanto ad un torrente, costeggiando il quale, su un percorso lastricato di ciottoli, si risale il bosco sino al luogo di apparizione dell'immagine della Madonna su un faggio, il cui tronco è custodito nel santuario e da cui prende il nome. Non c'è da stupirsi che qui venga ricordata una persona che passò quasi quaranta anni della sua vita custodendo questo posto.
Il percorso

Parlare di percorso sarebbe riduttivo in quanto una volta arrivati a Tresana si rimane colpiti dalla bellezza del posto; basterebbe girare fra le case e sedersi accanto alla fontanella per sentire di non volersi più muovere. Ogni angolo, ogni scorcio è di una bellezza a cui non ci si sente più abituati. Volendo comunque proseguire è possibile, in fondo al paese dopo avere ammirato il vecchio castagno di cui si è parlato, prendere il sentiero di circa un km che conduce alla Madonna del Faggio. Questo percorso costeggia il bosco per poi entrarci e prendere una discesa sempre più accentuata. Da erboso diventa sassoso e nell'ultimo tratto sbocca sulla strada per il santuario con un tratto ripido e scivoloso. Diversamente, seguendo invece la strada normale, il percorso è più lungo (circa 2 Km) ma da asfaltata si ritorna al fondo sterrato sconnesso sino alla sbarra, da dove la strada continua. Il Santuario della Madonna del Faggio è una piccola costruzione con un piccolo portico, accanto ad una fonte e ai lati di un torrente che viene attraversato su un ponte. Seguendo il lastricato alla sinistra del santuario si arriva in salita al luogo dell'apparizione.
Sensazioni scalze

Passeggiare per Tresana è quanto di più bello i nostri piedi possano desiderare. Il borgo è pulito, ombreggiato da alberi di faggio con un sottofondo erboso e senza sassi che possano creare fastidi. Si può girare fra le poche case provando però grandi sensazioni. Basterebbe questo per sentirsi appagati. Prendendo invece il sentiero per la Madonna del Faggio il percorso sassoso può creare qualche disagio anche per la pendenza. Qualche disagio anche sulla strada sterrata per il tipo di sottofondo sconnesso. La salita al luogo delle apparizioni è lastricato in ciottoli ma mano a mano che si sale la natura sul terreno riprende il sopravvento
Note

Le case di Tresana sono affiancate da grandi cespugli di Ortensie e, visto il momento della loro fioritura a luglio, questo è senz'altro il periodo migliore per una visita. Si aggiunga inoltre che si tratta di una pianta che necessita di ombra e questo depone ad un ambiente, soprattutto in questo caldo mese, decisamente piacevole



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