Le cascate del Bucamante - Club dei NatiScalzi

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Le cascate del Bucamante

Il Club > Livello 43
Lunghezza5,00 km (percorso ad anello)
Gamma altitudinimin. 463 m – max. 620 m
Dislivello max. 240 m.
Difficoltà percorsoFamiglieTuristicoEscursionistico
ScalzabilitàMorbidoPiacevoleStimolante
AutoreAlfredo (RAlf)
Data12/09/2021
Come arrivare

La località è raggiungibile percorrendo la statale 12, lungo la valle del fiume Tiepido con direzione Pavullo. Per chi venisse da fuori zona, e facesse l’autostrada A1, può prendere l’uscita Valsamoggia  a nord di Bologna con direttrice Bazzano, Vignola, Maranello, Pavullo. In alternativa si può prendere l’uscita Modena Nord con direttrice Formigine, Maranello, Pavullo. Da seguire comunque le indicazioni per Pavullo su statale 12 dalla località Pozza vicino Maranello in quanto non si tratta dell’unica strada per Pavullo. Presa questa direzione, dopo 13 Km voltare a destra su indicazione Pazzano e dopo 900 metri girare a sinistra (curva stretta). Ci sono comunque anche i cartelli che indicano la direzione per le cascate di Bucamante. La strada risale il versante ancora per circa un Km e diventa sterrata con un parcheggio sulla sinistra. Non è un parcheggio molto grande e, nei giorni festivi, si riempie rapidamente. Da qui partono entrambi i percorsi.
I luoghi

Ci troviamo nel Comune di Serramazzoni in provincia di Modena, lungo la valle del fiume Tiepido  dove il torrente Bucamante, scendendo dal versante sinistro orografico dominato dal Castello di Monfestino (lato destro per chi sale) forma alcune cascate di media altezza con alcune coreografiche caratteristiche. Il percorso è ad anello con sviluppo orario (risalendo il corso del torrente dal basso verso l’alto) o antiorario (scendendo dall’alto verso il basso). Le cascate si trovano nella parte alta del percorso e questa rappresenta una scelta personale. Si può quindi decidere per il sentiero Odina (senso orario) o il sentiero Titiro (senso antiorario). Questi due nomi corrispondono al nome di due sfortunati amanti: il pastore Titiro e la nobile Odina. Questa, rinchiusa in un castello dalla sua famiglia che aveva ostacolato il loro amore, una volta fuggita dalla sua prigionia, preferì morire con lui gettandosi dalla cascata nella buca sottostante creata dalle acque e che prese il nome buca degli amanti da cui buca amante. Considerando preferibile la vista dal basso delle cascate, la descrizione riguarda il percorso Odina che comprende la risalita del torrente sino appunto alle cascate e ritorno attraverso il percorso Titiro.
Il percorso

Dopo avere parcheggiato, si risale brevemente la strada sterrata parzialmente asfaltata, sino al bivio con segnalazione percorso Odina a sinistra. La strada scende sino ad un tornante dove un sentiero si stacca sulla destra inoltrandosi nella vegetazione. Passa poco e il rumore del torrente diventa sempre più forte sino ad apparire. Il sentiero lo risale, allargandosi in diversi punti di sosta. E’ così possibile fermarsi e guardarsi intorno per osservare alcuni particolari tra cui la visione di un grande masso isolato sul greto. Continuando a seguire le indicazioni del sentiero si arriva infine alle cascate. La prima in realtà è la congiunzione di due cascate  distinte. Si attraversa poi il torrente su un ponticello e si risale con una ripida pendenza sino alla parte alta della congiunzione e alla successiva cascata denominata “La Muschiosa” per la presenta appunto di questo vegetale. Da qui si arriva alla cascata  “Le Travertine” dove il calcare di cui questa acqua è ricca, crea diverse pozze a vasche. Questa cascata può essere osservata anche dall’altro lato del torrente attraversando un ponticello ma bisogna poi tornare indietro e mantenere la direzione destra torrente per chi sale. Si arriva in questo modo alla cascata principale (Bucamante). Da questo punto si prende la direzione del percorso Titiro per il ritorno. Il sentiero si stacca quindi dal torrente (sempre a destra a salire) e, dopo una curva a sinistra, risale in ripida pendenza  sino alla strada sterrata che, percorsa in discesa, riporta al parcheggio. Ovviamente la primavera e l’autunno rappresentano la maggiore portata d’acqua ma rendono scivoloso il sentiero.
Sensazioni scalze

Tutto il percorso è affrontabile scalzi ed è consigliabile, ma non indispensabile, l’utilizzo delle bacchette. Il corso del torrente è nel sottobosco per cui rappresenta nel periodo estivo una gradevole sensazione La superficie del sentiero è costituito in massima parte da terra battuta con la presenza ridotta di massi levigati; in questo modo il contatto è morbido e piacevole senza contare la possibilità di bagnarsi i piedi nel torrente. Da evidenziare un paio di punti (dopo la congiunzione delle due cascate e lo sbocco sulla strada sterrata per il ritorno, entrambe nella parte alta del percorso) con breve ma accentuata pendenza in salita che, pur non presentando particolari difficoltà, vanno affrontati con cautela. Le diverse zone di sosta permettono di fermarsi e percorrere con calma il sentiero e valutare se continuare o tornare indietro avendo al seguito dei bambini piccoli; per quelli più grandi non dovrebbero esserci problemi ma ogni genitore potrà valutare.  Il ritorno sul percorso Titiro è su strada carrabile con fondo sterrato (brecciolino non scheggiato) e parzialmente asfaltato in grana grossa. Trattandosi di un luogo conosciuto, la presenza di persone lungo tutto il percorso aumenta con l’orario, nei giorni festivi e nei mesi estivi.
Note

Nella parte alta del percorso, prima di prendere il sentiero Titiro per il ritorno, un bivio risale sino al coreografico Castello di Monfestino (abitazione privata) che domina dal rilievo la valle del fiume Tiepido. Nel borgo, che si trova intorno al castello, è presente un fontana da cui è possibile rifornirsi. In questo caso però il percorso si allunga ed è necessario ritornare dallo stesso sentiero in quanto la strada da Monfestino, passando dall’opposto versante, fa un largo giro verso Serramazzoni. Alcuni, preferendo vedere solo la parte alta del percorso, da Monfestino scendono sul sentiero sino alle cascate e ritornano poi al borgo dove hanno parcheggiato.



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