| Sulla
neve a piedi scalzi; come fare.
Una
esperienza da provare e per nulla negativa. Basta avere l'accortezza di
regolarsi con attenzione la temperatura
del resto del corpo. E' necessario che il corpo sia ben coperto,
possibilmente anche con un berretto in testa. La testa è la parte del
corpo che disperde la maggior parte del calore e non per nulla il
proverbio contadino dice "Freddo ai piedi ? Copritevi la testa"!
Scegliete una giornata soleggiata e con temperatura esterna attorno allo
zero o di poco superiore e avventuratevi nella neve lasciando le vostre
divertenti impronte da Yeti. Noterete che - dopo il primo impatto di
freddo intenso - in pochissimo tempo i piedi si regoleranno termicamente e
assumeranno il colorito roseo che si vede anche nelle foto. Segno che la
circolazione sanguigna sta subendo un benefico rimescolamento e un tonico
potenziamento. Continuate almeno per 4 o 5 minuti e poi rimettetevi calze
e scarpe. Con un po' di costanza i tempi di "permanenza" si
potranno allungare anche di parecchio. Molti barefooters sono in grado di
percorrere perfino qualche decina di chilometri e stare nella neve anche 3
o 4 ore senza alcun problema. A patto di stare attenti a diversi fattori.
Se la neve è troppo alta e profonda, non solo si raffredda la parte
inferiore (suola) del piede, ma anche la parte superiore. Questo accelera
la sensazione di freddo e può causare qualche guaio. Infatti se il colore
del piede cessa di essere roseo e diventa biancastro urge interrompere
l'esperienza perché vuol dire che il freddo sta prendendo il sopravvento.
Rimettere calze e scarpe e riportarsi al caldo.
Eventualmente massaggiare con forza. Le scivolate sulle pozze ghiacciate
sono molto divertenti ma espongono la suola del piede a un raffreddamento
molto forte (anche perché non c'é il consueto stacco da terra che si
attua col passo) e quindi provate pure ma state attenti!
Comunque verificare anche la temperatura esterna dell'aria. Se nevica o
siamo intorno allo 0°C (o al massimo a -1°C) la nostra passeggiata può
durare qualche decina di minuti e anche più (secondo l'allenamento e la
reazione di ciascuno), ma se le temperature scendono troppo sotto lo zero,
oppure c'é anche vento, occhio ! Con -4°C non andate oltre i 5-10
minuti, con -6/8°C una passeggiata di 3 minuti è già notevole e con
temperature attorno a -10/11°C può essere a rischio anche sporgersi dal
portone per buttare la spazzatura nel cassonetto che ci sta di fronte. Le
dita dei piedi sono le prime a fornire sintomi di congelamento e se
dovessero iniziare a far male è urgente rimetterle in calze calde e
scarpe.
Tenete presente che nel metodo di cura dell'Abate Kneipp c'é proprio la
passeggiata scalza sulla neve e che in Russia (e anche in Germania) non è
raro che una scolaresca di bambini dell'asilo o delle elementari sia
portata a spasso (per qualche minuto) scalza nella neve insieme agli
insegnanti , un chiaro invito a prendere coscienza del proprio corpo e
delle sue reazioni.
Quindi, ragazzi, l'invito è senz'altro a provare e sperimentare... ma non
a fare gli eroi o esagerare !
Se proprio avete paura delle temperature troppo basse, sceglietevi una
giornata di sole fine inverno, quando le temperature esterne sono
abbondantemente sopra lo zero e quasi primaverili e andate a cercare
qualche chiazza di neve che si trova ancora in certi versanti poco esposti
per fare i vostri tentativi.
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La
Notte di Natale
25 dicembre 2000
A causa della neve ho
trascorso la notte di Natale a Torino. Dopo la Messa di mezzanotte ho
preso la macchina fotografica, il cavalletto, mi sono tolto le calze e
sono partito per fare qualche foto. Per attraversare i giardini Reali mi
sono tolto anche le scarpe, così da fare una camminata sui 3 cm di neve
soffice appena caduta. A causa del traffico ancora intenso e della gente
ancora in giro, in Piazza Castello ho rimesso le scarpe, e sono andato a
fare qualche fotografia notturna con neve. Poi, al ritorno ho ripreso la
strada dei Giardini Reali e, nuovamente, mi sono fatto una passeggiata a
piedi nudi sulla neve. Ci sono rimasto più a lungo, facendo tutto il giro
completo e passando anche nei vialetti centrali. C'era pochissima gente e
comunque passava lungo la strada che attraversa i giardini o aspettava il
tram sulla banchina. Dubito che all'oscurità e con la neve che cadeva
qualcuno possa essersi accorto che tenevo le scarpe in mano. Dopo un
quarto d'ora (più i cinque minuti dell'andata) sono rientrato in casa
anche perché il sonno cominciava a farsi sentire. La suola dei miei piedi
era di un rosa intenso, sintomo di una buona circolazione e liscia e
pulita. La neve ha un potere detergente incredibile, anche perché i
microcristalli di ghiaccio spazzano bene tutte le impurità della pelle,
prima di sciogliersi. Un buon inizio d'inverno. Dopo qualche anno di
scarse precipitazioni nevose non ero nemmeno più sicuro di come avrebbero
reagito le mie estremità. |