MARCO E LA NEVE


La notte di Natale2000
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Marco neve 2005
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Marco neve 2005
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Sulla neve a piedi scalzi; come fare.

Una esperienza da provare e per nulla negativa. Basta avere l'accortezza di regolarsi con attenzione la temperatura del resto del corpo. E' necessario che il corpo sia ben coperto, possibilmente anche con un berretto in testa. La testa è la parte del corpo che disperde la maggior parte del calore e non per nulla il proverbio contadino dice "Freddo ai piedi ? Copritevi la testa"!
Scegliete una giornata soleggiata e con temperatura esterna attorno allo zero o di poco superiore e avventuratevi nella neve lasciando le vostre divertenti impronte da Yeti. Noterete che - dopo il primo impatto di freddo intenso - in pochissimo tempo i piedi si regoleranno termicamente e assumeranno il colorito roseo che si vede anche nelle foto. Segno che la circolazione sanguigna sta subendo un benefico rimescolamento e un tonico potenziamento. Continuate almeno per 4 o 5 minuti e poi rimettetevi calze e scarpe. Con un po' di costanza i tempi di "permanenza" si potranno allungare anche di parecchio. Molti barefooters sono in grado di percorrere perfino qualche decina di chilometri e stare nella neve anche 3 o 4 ore senza alcun problema. A patto di stare attenti a diversi fattori. Se la neve è troppo alta e profonda, non solo si raffredda la parte inferiore (suola) del piede, ma anche la parte superiore. Questo accelera la sensazione di freddo e può causare qualche guaio. Infatti se il colore del piede cessa di essere roseo e diventa biancastro urge interrompere l'esperienza perché vuol dire che il freddo sta prendendo il sopravvento.
Rimettere calze e scarpe e riportarsi al caldo.
Eventualmente massaggiare con forza. Le scivolate sulle pozze ghiacciate sono molto divertenti ma espongono la suola del piede a un raffreddamento molto forte (anche perché non c'é il consueto stacco da terra che si attua col passo) e quindi provate pure ma state attenti!
Comunque verificare anche la temperatura esterna dell'aria. Se nevica o siamo intorno allo 0°C (o al massimo a -1°C) la nostra passeggiata può durare qualche decina di minuti e anche più (secondo l'allenamento e la reazione di ciascuno), ma se le temperature scendono troppo sotto lo zero, oppure c'é anche vento, occhio ! Con -4°C non andate oltre i 5-10 minuti, con -6/8°C una passeggiata di 3 minuti è già notevole e con temperature attorno a -10/11°C può essere a rischio anche sporgersi dal portone per buttare la spazzatura nel cassonetto che ci sta di fronte. Le dita dei piedi sono le prime a fornire sintomi di congelamento e se dovessero iniziare a far male è urgente rimetterle in calze calde e scarpe.
Tenete presente che nel metodo di cura dell'Abate Kneipp c'é proprio la passeggiata scalza sulla neve e che in Russia (e anche in Germania) non è raro che una scolaresca di bambini dell'asilo o delle elementari sia portata a spasso (per qualche minuto) scalza nella neve insieme agli
insegnanti , un chiaro invito a prendere coscienza del proprio corpo e delle sue reazioni.
Quindi, ragazzi, l'invito è senz'altro a provare e sperimentare... ma non a fare gli eroi o esagerare !
Se proprio avete paura delle temperature troppo basse, sceglietevi una giornata di sole fine inverno, quando le temperature esterne sono abbondantemente sopra lo zero e quasi primaverili e andate a cercare qualche chiazza di neve che si trova ancora in certi versanti poco esposti per fare i vostri tentativi.

La Notte di Natale
25 dicembre 2000

A causa della neve ho trascorso la notte di Natale a Torino. Dopo la Messa di mezzanotte ho preso la macchina fotografica, il cavalletto, mi sono tolto le calze e sono partito per fare qualche foto. Per attraversare i giardini Reali mi sono tolto anche le scarpe, così da fare una camminata sui 3 cm di neve soffice appena caduta. A causa del traffico ancora intenso e della gente ancora in giro, in Piazza Castello ho rimesso le scarpe, e sono andato a fare qualche fotografia notturna con neve. Poi, al ritorno ho ripreso la strada dei Giardini Reali e, nuovamente, mi sono fatto una passeggiata a piedi nudi sulla neve. Ci sono rimasto più a lungo, facendo tutto il giro completo e passando anche nei vialetti centrali. C'era pochissima gente e comunque passava lungo la strada che attraversa i giardini o aspettava il tram sulla banchina. Dubito che all'oscurità e con la neve che cadeva qualcuno possa essersi accorto che tenevo le scarpe in mano. Dopo un quarto d'ora (più i cinque minuti dell'andata) sono rientrato in casa anche perché il sonno cominciava a farsi sentire. La suola dei miei piedi era di un rosa intenso, sintomo di una buona circolazione e liscia e pulita. La neve ha un potere detergente incredibile, anche perché i microcristalli di ghiaccio spazzano bene tutte le impurità della pelle, prima di sciogliersi. Un buon inizio d'inverno. Dopo qualche anno di scarse precipitazioni nevose non ero nemmeno più sicuro di come avrebbero reagito le mie estremità.