MARCO IN GERMANIA
LE IMMAGINI POSSONO ESSERE INGRANDITE
2006
Auto-scatto  Lufthart Museum 
Ponte sospeso 1/2 VolksWagen Piedi up&down
Adler Plastico BMW
Sul ponte A Salem Sul ponte


IN GERMANIA


QUATTRO GIORNI INTERAMENTE SCALZI

Col permesso della moglie, sono partito venerdì 12 maggio con 2 amici (scarpati) lasciando subito i sandali nel baule della macchina per riprenderli al momento di scendere di macchina al ritorno, sotto casa.
La meta del viaggio: Monaco di Baviera e l’obiettivo la visita di alcuni musei tecnici, dell’aviazione e dell’auto che sicuramente per mia moglie avrebbero suscitato un interesse pari a zero.
Questa volta ce l’ho fatta a fare 4 giorni completamente scalzo in tutto e per tutto, indipendentemente da temperature, piogge e quant’altro.
Unica eccezione la colazione del mattino in albergo di Lustheim, quasi annesso al castello, a meno di 10 km dal centro di Monaco, dove ho indossato le infradito di gomma pagate 1 euro. Qui avevamo trovato una splendida sistemazione con colazione al buffet libero, per appena 28 euro a testa per notte, e poiché l’albergo aveva di per sé un aspetto assai lussuoso ho preferito indossare le infradito solo per recarmi nella sala della colazione, lasciandole poi sotto il tavolo quando mi alzavo per servirmi delle varie cose buone disseminate su un tavolo lungo quasi 8 metri e largo 2...
Per il resto ho camminato scalzo dappertutto: autogrill italiani, servizi igienici (però molto ben tenuti), musei, negozi, ristoranti, parcheggi sotterranei, chiese, supermarket e perfino un mercatino delle pulci di soli libri e riviste usate, senza alcun problema mio o degli altri e senza ricevere occhiate commiserevoli o riprovevoli. Semmai sorrisi e molta cortesia (la commessa di un negozio, vedendomi in difficoltà con diversi oggetti acquistati in equilibrio precario in mano, ha pensato di soccorrermi portandomi un cesto metallico del tipo in uso presso molti supermarket (ora spesso in plastica)...
Con pioggia e sole i miei 46 larghi hanno affrontato marciapiedi d’asfalto talvolta abbastanza rugoso, piastrelle lisce e confortevoli, linoleum, moquettes e parquets, pavimentazioni stradali in cubetti di porfido e perfino scale mobili e gradinate fatte in rete metallica (queste peraltro abbastanza sgradevoli, per la sensazione di passarci attraverso coi piedi, tipo truciolo).
Il clima andava dai 10 ai 23°C, con temperature al suolo tutto sommato confortevoli se si esclude l’eccezione della pavimentazione della bella chiesa barocca di Ottobeuren, che era più fredda del freddo che si può provare passando adiacenti ai banchi frigo degli joghurt dei supermarket: dal colore delle dita dei piedi potrei pensare che la temperatura del "suolo" di quella chiesa fosse attorno ai 5°C. Probabilmente a causa dei materiali, che ignoro quali fossero. Fatto sta che non ricordo di aver mai sentito con i piedi una chiesa così fredda...
E’ andato tutto benissimo. Nessun dolore di nessun tipo (un po’ di apprensione su marciapiedi se ricoperti di ghiaietto fine e poco piacevole), nessun mozzicone acceso pestato, nessun vetro o scheggia del medesimo e nemmeno le piante dei piedi troppo nere.
Cosa si può pretendere di più ?
Le visite ai musei sono state allietate dallo stupore di molti bambini che guardavano incuriositi le mie estremità inferiori. In qualche caso si sentivano degli "Oohh" come nella famosa canzone e in qualche altro dei richiami ai genitori (specialmente “Papa” che in tedesco si dice come da noi ma senza l’accento sulla a, cioé come Ratzinger...).
Altri scalzi ne ho visti solo in Svizzera durante il viaggio di trasferimento (tre per la precisione: due ragazze e un giovanotto), altrimenti molti infradito (flip-flop). In Germania ho visto diversi ragazzi in pantaloncini corti e infradito in bicicletta, anche nella giornata in cui piovigginava.
E’ per me veramente una sensazione bella e liberatoria poter camminare senza scarpe anche in un grande museo come quello della Scienza e Tecnica di Monaco, senza che a nessuno venga in mente di dirti alcunché...
E ciò anche se nessun altro mi aveva imitato: certo il tempo un po’ piovoso non invitava molto a camminare senza scarpe ben chiuse, ma in fondo siamo a maggio, ero destinato a passare la giornata in un luogo ben coperto e mai freddo... quindi ...
Sono stato così contento anche se ero l'unico barefooter: peggio per gli altri che hanno avuto a che fare coi piedi imprigionati e rattrappiti in scarpe mai abbastanza comode...
E poi c'é la mia prima visita scalza di gruppo, cioé scalzo in un museo ci sono già stato diverse volte, ma questa era la mia prima visita in gruppo con guida al monastero/castello benedettino di Salem (Germania Baden-Württemberg a pochi km dal lago di Costanza). E poiché non osavo farmi fotografare in modo lapalissiano davanti a tutti, ho scelto un autoritratto in uno specchio.... 
Una curiosità al Deutsches Museum (Museo tedesco della scienza e della tecnica): in uno dei nuovi reparti (perché il Deutsches Museum è in continua evoluzione e mai uguale a sé stesso da un anno all'altro), dedicato alla Farmacia e scienze farmaceutiche in generale, era stato creato un punto in cui al pavimento un gioco di vetri (no specchi) creava l'illusione di un pozzo profondissimo, nel quale era possibile fotografarsi in contemporanea il di sopra e il di sotto dei propri piedi... Potevate pensare che non ci avrei provato?