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Marco
Lo
scorso anno, in agosto, tentai una vacanza che mi avrebbe portato nello
Harz, il cuore della Germania, un sistema di colline e piccoli monti
solcato da ferrovie a scartamento ridotto gestite anche con locomotive a
vapore in perfetta efficienza. Per la prima volta in vita mia non sono
stato fortunato col tempo e la pioggia alla fine mi ha fatto fare
retro-front.
Complice
la possibilità di unire i due ponti 25 aprile e 1° maggio con un
modesto utilizzo di preziosissime ferie, ho pensato di riprovare, variando
anche un po' il percorso per finire a Praga, la magica città dov'ero stato una decina
d'anni fa lasciandoci il cuore.
Le
premesse del viaggio non sono state gran che: una foratura alla periferia
di Torino, compensata dal fatto di avere un gommista a 200 metri, pioggia
a zone verso Milano e poi in Svizzera nel Canton Grigioni dopo Coira e poi
ancora in Germania il secondo giorno partendo da Lindau... Ma più si
andava a Nord e meglio diventava il tempo. Solo a Regensburg la pioggia ha
voluto dare un colpo di coda con un breve ma intenso temporale. Poi sempre
bello o al massimo velato. Una vera manna.
Anche
per i piedi. Mia moglie, pur non essendo entusiasta dell'idea, ha
dovuto permettermi di andare scalzo a Regensburg, perché pioveva (vuoi
mica che mi allaghi i sandali?), poi a Pilsen (Rep.Ceca), dove volevo
tastare il terreno.
Poi
a Praga a cominciare dalla colazione in Hotel, per poi andare a visitare
qualche museo e perfino per strada, nonostante i cubettoni di pietra con
fessure enormi che possono celare qualche brutta scheggia poco visibile.
Praga
è bellissima anche per i piedi, nonostante questo: nessuno se ne cura,
i cubettoni sono arrotondati e i marciapiedi fatti di pietre mosaicate
hanno le superfici quel tanto di mosso che farebbero la gioia dell'architetto
austriaco Hundertwasser, che progettava i pavimenti mai lisci perchè
camminava scalzo e voleva dare ai pavimenti quel minimo di ondulato
naturale!
Nota
curiosa. Al Museo di Scienze naturali di Praga (ci siamo andati perchè
le guide invitano a visitarlo anche se uno non è interessato, per via
della bellezza dell'edificio), c'erano delle strane impronte
di piedi scalzi dappertutto, anche in facciata... Beh, gente: c'era
una mostra sui PIEDI !!! Piedi nudi, impronte di piedi fossili e no,
scarpe (sic) di tutti i popoli, ossa dei piedi, malattie dei piedi, uso
dei piedi, danze a piedi nudi, perfino alcune sensazioni tattili da
sentire senza scarpe. E' stato un invito a nozze. A questo punto
anche mia moglie ha accettato di farsi fotografare insieme a me senza che
io portassi le scarpe... Stupendo. Fino a poco tempo fa sarebbe stato
impossibile...
Sono
stato scalzo anche a Dresda, anche se per poco (la giornata era un po'
grigia e l'aria frizzantina), e al Museo dei Trasporti una
inserviente si è offerta di farmi provare un velocipede a ruota alta,
sebbene non avessi le scarpe, non solo, ma mi ha chiesto se volevo una
foto e me l'ha scattata!!!
Poi
sono andato a Quedlimburg, cittadina magnifica, patrimonio dell'Unesco,
praticamente sconosciuta da noi e tuttavia mirabile. Scampata alla guerra
(sarebbero bastate un paio di bombe incendiarie per cancellarla) e
conservata senza grandi interventi urbanistici dal regime comunista,
Quedlimburg "vale il viaggio", come dice la guida Michelin. E
qui c'è uno dei capolinea dei trenini dell'Harz, sui
quali sono salito senza scarpe (ma per fare le foto in esterni ho infilato
le infradito, pena di finire in grosse chiazze di grasso per biellismi....).
Ultima
tappa turistica del viaggio è stata Eisenach, patria della famiglia
Bach, tutti compositori, e di Martin Lutero, della fortezza Wartburg e
della fabbrica di automobili AWE (Automobil Werke Eisenach), sorta sulle
ceneri della BMW dopo la separazione delle due Germanie.
Dopodiché
è iniziato il rientro, che ci ha deliziato di una visita a un mercatino
delle pulci a Singen, percorso interamente scalzo dopo aver lasciato
qualsivoglia tipo di scarpa o ciabatta in auto, e a Stein Am Rhein, dove
un giovanottone parcheggiatore aiutava a trovare un "buco" per
mettere la macchina senza scarpe (avrei voluto farmi fotografare insieme a
lui a causa dello stesso tipo di "calzature" ai piedi che
avevo anch'io, e cioé nulla, ma una volta sceso dalla macchina
lui era andato da un'altra parte del parcheggio, troppo distante).
Ciliegina
sulla torta domenica 4 maggio: siamo transitati per Ginevra sostando al
Palexpo, dove si teneva una "Borsa" di modellini d'auto,
cui mi sarebbe piaciuto partecipare perché a questi mercatini specifici
si trova sempre qualcosa per la propria collezione. E anche qui, lasciata
la macchina con sandali e quant'altro a bordo, ho passato la
mattinata scalzo fra i banchetti e per Ginevra, con somma gioia delle mie
estremità che hanno apprezzato il tepore del suolo scaldato da un
bel sole primaverile.
Dopo
l'arrivo a Torino ho ricominciato a vivere in ufficio coi finti
sandali (o niente del tutto) e ho coraggiosamente allargato il raggio d'azione
delle mie camminate completamente scalze a partire da piazza Castello per
rientrare a casa via Giardini Reali. Intendo dire che l'ho fatto
senza finti sandali e mettendo via i Birkenstock dentro la borsa.
E
questo è un altro bel risultato, secondo me.
Ricordo
pertanto come Praga e la popolazione ceca si siano dimostrati piuttosto
Barfussfreundlich, cioé amichevoli nei confronti di me che, almeno a
quanto mi è stato dato di vedere, ero l'unico completamente
scalzo da quelle parti. Così pure i musei. In Germania anche Keine
probleme e in Svizzera men che meno.
Buon
viaggio!
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