| Scrive
Chiara:
Fino a un paio di anni fa Gianfry aveva
residenza più o meno stabile a Montuzzo, un alpeggio abbandonato della
Bassa Val Grande, a circa 700 m s.l.m. Viveva in una vecchia baita in
pietra, molto spoglia. Poi ha deciso di trasferirsi più a nord, all'Alpe
Vald di sopra, un antico alpeggio nell'area nord del parco, a circa 3 ore
di cammino dalla prima strada carrozzabile.
A Vald si trova uno dei bivacchi del Parco, una struttura ricettiva sempre
aperta e dotata di stufa a legna. Lui dorme in una tenda all'interno del
bivacco. L'inverno scorso (e quello appena passato) ha fatto scorta di
provviste (riso, pasta, zucchero, sale, caffè e poco altro), ha portato
anche un fornello alimentato a gas (la bombola l'ha portata rigorosamente
a spalla) e ha deciso di svernare lì. Siamo a quota 1400, e gli inverni
sono rigidi, soprattutto quello di quest'anno, qui in Piemonte abbiamo
avuto parecchi metri di neve, le bocchette iniziano ora a liberarsi,
quindi è stato parecchi mesi isolato. Solo qualche forestale con gli sci
d'alpinismo andava ad assicurarsi che fosse ancora vivo. Io l'ho visto
ieri, è vivo e vegeto, magro e abbronzatissimo. Mi ha detto è andata
abbastanza bene, si è anche nutrito di un cervo trovato morto travolto da
una valanga (lui per principio non uccide animali, neppure pesca).
D'estate va in Val Loana, una valle contigua, ad aiutare il proprietario
di un agriturismo in cambio di vitto e alloggio. Vive la giornata a
seconda di come si sveglia: c'è il giorno che prende il sole e legge,
quello di preghiera e riflessione, quello del bucato, rigorosamente con la
cenere. Inoltre tiene pulito ed ordinato il bivacco, accoglie i turisti,
gli fa il caffè, fa la legna a tiene puliti i sentieri nelle vicinanze
del rifugio. Insomma, é un bel personaggio... |