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Sull'Etna
A fine ottobre mi è capitato di andare a Messina per lavoro, per una
settimana. La seconda sera ho fatto un giro a Taormina, visto che non
c’ero mai stato e da là si vedeva, in lontananza, molto in lontananza,
la colata dell’Etna. Da quella distanza era una sottilissima linea rossa
luminosa, poteva sembrare anche un “normale” incendio come se ne
vedono spesso qui in Liguria.
Così
mi è venuta la voglia di andare a vederla da vicino, e l’ultima sera
(partivo la mattina dopo) assieme ad alcuni colleghi di Messina ci siamo
attrezzati di giacconi (si arrivava oltre i 1900 metri di altezza) e di
pile e siamo andati in cima all’Etna. Da dove eravamo non si vedeva la
colata ma ho potuto fare alcune passeggiate scalzo sulla lava della colata
del 2002 (foto 1, 2 e 3). La lava sgretolata dal vento e dagli sbalzi di
temperatura ha l’aspetto di sabbia nera, non finissima ma
piacevolissima, e pur essendo nera il suo potere abrasivo mi ha pulito i
piedi perfettamente.
Chiedendo
informazioni siamo riusciti a sapere dove ci potevamo recare per vedere la
colata da una distanza accettabile. Arrivati ad un piazzaletto una dozzina
di chilometri più sotto abbiamo trovato un sentiero fra i castagni (foto
4) che in circa un’ora e mezzo ci ha portato proprio davanti alla lava
incandescente. Una salita piacevolissima, poco ripida e su un sentiero di
sabbia bianca e finissima; i ricci di castagno non mi hanno dato nessun
fastidio. Che spettacolo! La si poteva vedere scendere lentamente, e con
un paio di binocoli abbiamo potuto distinguere anche i massi (foto 5 e 6).
Il
ritorno, completamente al buio e con le pile che si stavano scaricando,
l’ho fatto purtroppo con le scarpe, per paura di dare delle pedate a
qualche pietra nascosta, ma mi è comunque rimasto uno splendido ricordo
di questo spettacolo della natura che ho potuto assaporare con una
sensazione tattile che ai calzati è negata.
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