CONTESSA SCALZA A S.DOMINGO
LE IMMAGINI POSSONO ESSERE INGRANDITE
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2007

1  Finalmente si parte!
Beviamo un caffé aspettando di prendere l'aereo all'aeroporto di Amsterdam, in questa mattinata olandese nuvolosa e fredda. Non avendo che uno zainetto come bagaglio a mano, ho evitato scale mobili e tappeti rotanti, non tanto perché li ritenga pericolosi per barefooters, ma perché un po' di movimento usando le scale fa bene e le piastrelle sono comunque più piacevoli per i piedi scalzi, del metallo rigato delle scale mobili.

2  Dopo 9 ore di volo e uno scalo intermedio raggiungiamo l'isola Domenicana nel luogo prescelto per queste vacanze scalze.
Pavimentazione in pietra levigata e veduta dal balcone all'interno del resort.
Un piccolo giro di ricognizione dentro e fuori, una bevanda, qualcosa sotto i denti e già è ora di andare a dormire per riprendere forze e cominciare all'indomani presto con giri estesi ed escursioni.

3 LOS HAITISES - Dopo ore di autobus nell'entroterra fra strade più o meno bene asfaltate, fra carri con mandrie di buoi, motorini e macchine che viaggiano senza precise regole o segnalazioni, ma sempre in un armonico flusso, raggiungiamo la baia di Samanà dove ci aspetta uno scafo con 500 cavalli e pistiamo verso le isole del parco nazionale Los Haitises. Nuvole di pioggia ci raggiungono in mare aperto e dopo la seconda lavata d'acqua calda (benedizioni?), lo scafo fa rotta su una grotta dove prendiamo riparo e gli uomini a bordo si fanno una Cuba-Libre (cola-rum), perché decidono che sia opportuno bere una medicina, come la chiamano lì ;0)
L'occasione si presenta ideale per osservare i buchi scavati sulle rocce della grotta dai pipistrelli che vi prendono riparo da millenni e per osservare la vegetazione da vicino, i pellicani che sorvolano le isole e le vicine mangrovie che si cominciano a infittire. Proviamo a ripartire ma dopo una breve virata ci ripariamo di nuovo sulla grotta e aspettiamo 5 minuti finché il sole risplende di nuovo.
Gironzoliamo con lo scafo da isolotto a isolotto, da grotta a grotta, da spiaggia isolata a spiaggette sparse fra le isole intoccate e una vegetazione carica di palme tropicali e cocchi, il cielo pullulante di stormi di uccelli che si rincorrono in grida e planano con danze nell'aria, si respira aria pura, gli schizzi d'acqua che picchiettano la pelle vengono a salutarti come mille gocce ridenti che ti accarezzano dandoti il benvenuto. ciao, ciao, ciao... .
Dietro una grande curva fra le fitte mangrovie arriviamo alle grotte del parco nazionale dove è possibile visitare alcune grotte dove sono stati ritrovati graffiti della popolazione indigena che viveva sull'isola prima dell'arrivo degli spagnoli.
Il terreno è .. pietroso come vedete dalla foto e misto a foglie, ma solo facendo attenzione di non sbattere le dita in qualche grande pietra e sollevando bene il piede come appunto si fa sul pietriccio, non ho nemmeno sentito una punta sotto la pianta del piede, né la mia velocità è stata rallentata dal fatto di essere scalza. Chiaro che non si corre e poi perché anche farlo? Siamo qui per assaporare no? Ogni pietra, ogni foglia, legnetto o terra che sia, è un onore poterla toccare con le piante dei miei piedi. Insieme respirare e contemplare, ahhh... se mi chiedessero come mi immagino il Paradiso, risponderei che sicuramente ha molto di questi luoghi. Entriamo nelle grotte....

4  Il terreno all'interno delle grotte, ci racconta la guida, è nerissimo ed è composto dagli escrementi dei pipistrelli che da migliaia e migliaia di anni le popolano. Con l'umidità e la pioggia poteva divenire scivoloso difatti consigliava di camminare in fila uno dietro l'altro e in caso di non tirare giù nella caduta il compagno ma invece  tenersi ai sostegni di legno (non sempre necessario ma presente). Le foto fatte nella grotta ho dovuto schiarirle con il computer perché sennò non avreste visto nulla, comunque nella prima vedete il terreno nero che ricopre il terreno roccioso che nasconde buchi che scavano topi e altri animaletti. Vengono costantemente riempiti di pietre i buchi, ma bisogna fare attenzione e camminare bilanciando gentilmente il corto passo, pronti a ritirarlo o ad allungarlo (non troppo), dove è più buio l'uso degli appoggi in legno è in ogni modo consigliato.

5  Scivolin, scivoletto, le infradito dove le metto?
Come potete vedete, mentre mi accingo a salire sul bracciolo in legno per essere fotografata, la scivolata del bambino con la maglietta gialla che ha indosso le infradito, viene involontariamente immortalata.

6  Eccomi qui che vi sorrido dal fresco delle grotte, il mio calcagno scivola di un paio di centimetri e un pò di melma si spalma sul paletto di legno, il bambino con la maglietta gialla invece si pulisce le mani sulla maglietta (lo sa che è cacca di pipistrelli... ;0)>).

7 Ecco un commerciante che già a prima vista mi avrebbe presa come suocera per suo figlio... e per dimostrare in gesti spontanei la sua approvazione volendomi dare l'indirizzo per far scrivere i giovani e tutto..., si è tolto subito le infradito che portava e si è messo in foto con me dichiarando che sono una prima persona. Il mio sguardo e la posizione corporea rivelano però già cosa ne penso. Non ho preso l'indirizzo, ma ho comperato una catenina per mia figlia... hehe. Cosa non farebbero per venderti una di quelle cianfrusaglie turistiche.... ;0).

8 Camminando fra i bazar, cammina davanti a noi un Domenicano scalzo. Rimarrà uno scalzo senza nome perché scattata la foto era sparito, mentre noi siamo state fermate dall'uomo in camicia e pantaloni che, anche questo venditore, cercava di rifilarci qualcosa.

9 Finalmente si va a cena. Nel famoso ristorante dove dicevamo vigono prescrizioni sul vestiario. Non trovo sia proprio un buon esempio paragonabile a un locale che avrebbe questo tipo di prescrizioni in Europa, ma come dicevamo, io di questo mai ho fatto un problema, né qui, né lì, vestita sono vestita, si vede no? Guardate sotto al tavolo. Visto? Qui, nessuno ha detto nulla e anche se il locale sembra ancora vuoto, visto che si va solo con prenotazione, da lì a poco si è riempito. Nessuno ha nemmeno notato i miei piedi scalzi, sarà perché è troppo bello ciò che si ammira intorno?

10  Bé qui c'è meno da ammirare, ma in questa foto vi potete fare una buona idea di come sono camminabili la maggior parte delle stradine che escono dalla strada principale. Qui vedete anche una macelleria nell'entroterra, una che a noi europei sicuramente non appare molto igienica, anche se la carne che vedete appesa e` appena stata macellata e la signora che confabula con le braccia sopra la testa sta accordandosi con il macellaio in canottiera bianca che già tiene il coltello in mano per il prezzo sulla carne che vuole acquistare. La carne non tocca nemmeno banchi o frigoriferi, viene venduta a pezzi tagliati direttamente dal pezzo appeso e in poco tempo è venduta, a mezzogiorno le macellerie chiudono perché nessuna donna va più a fare la spesa.

11 Questa foto vi mostra anche il tipo di terreno che si incontra per le strade che con la pioggia può diventare scivoloso.

12  Abitazioni e terreni dell'entroterra Domenicano.

Relax in spiaggia e rinfresco con un acqua tonica al Sun Set Bar.

13  CAYO LEVANTADO - L' isola Bacardi, o anche chiamata isola Bounty per via delle due pubblicità famose di questi prodotti che sono state fatte con lo sfondo di questa isola stupenda. Che dirvi? Mi chiedo solo come mai e` possibile che a uno venga l'idea di indossare scarpe in un posto cosi? Non lo capisco.
E` proprio quando siamo sbarcati qui che la guida mi ha chiesto se non posseggo le scarpe o come? Certo gli ho detto, ma solo per casi di effettivo pericolo. Al che, una signora tedesca che era incuriosita a sapere perché andavo scalza, mi ha incoraggiato a dire di più dicendo che lo sa anche lei che fa benissimo e che bisognerebbe farlo il più possibile, chiaramente glielo ho poi confermato e gli ho chiesto se sapeva che anche in Germania c'è un sito per i barefooter come anche percorsi da poter fare con i bambini (ne aveva 2 appresso).

14 Spiaggia bianchissima come la neve, mista a foglie e filamenti dei cocchi che ti solleticano i piedi. Dopo un bel bagno sull'acqua color turchese, non si può rinunciare a farsi una bella camminata e affondare i piedi su questa sabbia finissima. Ma come fanno a mettere le infradito mi continuo a chiedere scuotendo la testa, ma il tempo è breve per rimanere qui sull'isola di Cayo Levantado e che facciano pure quel che credono gli altri, ora non ho tempo per loro ma vado ad assaporare con i miei piedi scalzi il terreno qui in giro.

15  Di nuovo una piccola nuvola iscurisce il cielo, ma chissene importa in un posto così? Ora è tempo di correre a piedi nudi a fior d'acqua, lasciando che le onde colpiscano i fianchi, che ci chiamino e rapiscano per un tuffo fra le acque tiepide e trasparenti.
Troviamo una stella marina, è viva. Che bello, per un attimo la cogliamo e la guardiamo da vicino anche a pancia in su. La rimettiamo al suo posto subito dopo, perché non vogliamo disturbarla o farle del male inutilmente.

16  Tanta bellezza naturale intorno, riempie l'anima, e quindi a pomeriggio inoltrato è l'ora di godersi un meritato riposo sotto le palme, cullandosi sull' amaca e assaggiando e gustando una Carpirigna.

17  Anche i miei piedi se la sono meritato un pò di riposo, e anche loro si rinfrescano all'ombra cullati dal moto dell'amaca.
Ma che vedo? Che ha la signora che scrive la distesa, le infradito anche sullo sdraio? Va bé che ci sono pietre..., ma dico sullo sdraio? Mica esagera no?

18 Come c'è un tempo per l'arrivo, c'è un tempo anche per la partenza e il ritorno a casa.
Nell'aeroporto come nella zona Dutyfree vendono sempre tutte queste cose inutili e costose, ma cosa importante per noi, non  ci sono problemi nemmeno qui con l'andare scalzi.

19  Questa foto è fatta per tutti coloro che avessero ancora delle remore o abbiano timore che in aeroplano non si possa entrare scalzi. Qui mi trovo esattamente alla fine del braccio metallico che porta alla cabina passeggeri all'interno dell'aereo che ci porterà a casa. Come noterete guardando la hostess che sorride, la sua espressione è compiaciuta e sicuramente non ha nemmeno nell'anticamera del cervello, il pensiero di non farmi entrare scalza.

20  Mentre aspetto mia figlia che arrivi e invece lei fotografa ancora, mi immortala mentre spiego alla hostess che la foto la volevo volentieri per l'album del sito del Club dei Nati-Scalzi e come vedete dalla sua espressione, è sorpresa e trova la cosa simpatica.
Mi piace pensare di aver messo una, anche se pur piccolissima, parola, per la conoscenza e accettazione generale del barefooting.
Intanto glielo ho fatto sapere che c'è un intero club di nati scalzi...., e sicuramente il prossimo che incontra lo saluterà chiedendo magari, è anche lei un barefooter? Che piacere, si` ne vediamo a volte, non ci dispiacciono, anzi sa quanto meno bagaglio si portano dietro? :0)
Mia figlia mi ha fatto notare in aeroporto a Puerto Plata, una famiglia che si era portata dietro, come bagaglio a mano, una borsa da ginnastica piena di scarpe e ciabatte e se le stavano cambiando.... ci siamo guardate e poi messe a ridere.