|
Bene,
l’idea era nell’aria da qualche tempo: perché non andare a Bergamo
Alta?
Non è troppo lontana per i bresciani, non lo è per chi abita a Milano,
il meteo è ottimo…. ma sì, deciso!
Io raggiungo la stazione ferroviaria bergamasca in auto, Andrea in
treno; l’incontro avviene alle 9:30 circa.
Decidiamo di parcheggiare poco sotto la città alta, poi in marcia lungo
via V. Emanuele II. Superiamo Porta Sant’Agostino e, dopo un breve
tratto sul Viale delle Mura, imbocchiamo un ripido vialetto che ci
conduce alla parte iniziale della nostra avventura; via Porta Dipinta ci
porta direttamente in Piazza Mercato delle Scarpe…..beh, che se le
tengano.
Via Gombito è ricca di deliziosi negozi ed i turisti aumentano a vista
d’occhio; non ci sono passaggi difficili, anzi, i vialetti sono
uniformemente lastricati e, a volte, si ha la sensazione di camminare
sul pavimento di casa.
Sfioriamo la Chiesa di San Pancrazio e nell’omonima piazzetta un paio
di fotografie sono d’obbligo; la Torre del Gombito ci guarda.
Ad essere sinceri, ci guarda anche la gente, non puoi non notarlo, ma i
comportamenti sono assolutamente discreti.
Attraversiamo il porticato del Palazzo della Ragione (che noi abbiamo
smarrito perché andiamo scalzi :-) ) e ci deliziamo ad ammirare Il
Duomo, la Cappella Colleoni ed il Battistero a pianta ottagonale; ai
nostri piedi una splendida meridiana, anzi, un vero e proprio calendario
solare.
In Piazza Mascheroni attraversiamo il passaggio della Torre del
Campanella ed entriamo nella Piazzetta della Cittadella, all’ombra
della Torre dell’Adalberto.
A Largo Colle Aperto l’incontro con un gruppo di ragazzini dimostra
chiaramente come esista un abisso fra loro ed il mondo degli adulti: sì,
perché questi ultimi vedono, eccome se vedono, possono anche essere
imbarazzati e/o stupiti, ma fingono di non essersi accorti di nulla.
I ragazzini no, si sgomitano, commentano ad alta voce, osservano e
spalancano gli occhi; nulla di sgradevole, per carità, ma il messaggio
è chiaro: sei sotto i riflettori e sei valutato; ma noi abbiamo dalla
nostra un arma piuttosto forte ed efficace: la nostra spontaneità e la
nostra indifferenza.
La strada si impenna bruscamente: si sale verso il Colle di San Vigilio,
con il suo antichissimo castello; un ciclista osserva i nostri piedi e
dice: attenti a non forare!
Da noi un sorriso: è una battuta simpatica.
Ammiriamo il panorama e ci fermiamo a chiacchierare un po’; di piedi
nudi?......direte voi; certo, ma anche di tante altre cose; è li il
bello, non limitiamo i nostri incontri ad un solo aspetto della nostra
vita, possono nascere nuove amicizie. Abbiamo poco in comune? Può
essere, ma persino marito e moglie possono avere poco in
comune…….all’inizio…..poi è il gioco della scoperta.
Qualche fotografia al panorama; un tedesco, gentilmente, fotografa me e
Andrea.
All’inizio è panico: ecco lo sfondo, ma noi dove siamo?
Fantasmi, vampiri? Ma no! Era la mia ripresa precedente; non so cosa
abbia premuto il gentile signore, ma di certo non era il tasto di
scatto.
Esploriamo la parte nascosta del castello, assi di legno si flettono
morbidamente sotto di noi, come i tasti di un pianoforte agilmente
sfiorati dalle dita di un artista: avremmo percepito questo gioco con le
scarpe?
La nostra Bergamo Alta si comporta come una ragazza che al nudo contatto
reagisce con un brivido, con un guizzare di muscoli che non avremmo mai
potuto percepire se non abolendo inutili intermediari artificiali.
Ora il gioco si fa duro ed è a questo punto che i duri cominciano a
giocare; ghiaia, lastricato spigoloso ed irregolare, ripida discesa
cominciano a mettere a dura prova le nostre capacità.
La fine dell’erta è accolta come una benedizione; un bimbetto ci
accoglie con un sorpreso “i piedi nudi!!!”; siamo ad una cinquantina
di metri ed ancora sentiamo le sue manifestazioni di sorpresa.
Andrea non resiste e ride con simpatia.
E’ giunta l’ora di mettere in azione il quarto senso. Ma come quale?
Il gusto, no?
E davanti ad un bel birrone.
Ancora un po’ di piacevoli chiacchiere, poi si decide di ritornare
alla base.
Improvvisamente l’avvistamento: sogniamo o siamo desti? Una ragazza
scalza?
E’ li, davanti a noi, non c’è traccia di calzature; il sogno
dell’Uomo di incontrare altre vite intelligenti su altri pianeti è
finalmente realizzato? Non siamo, dunque soli, in questo Universo buio e
sterminato? :-)
Macchè, dietro di lei ci sono scarpe e calze.
Rimettiamo i piedi per terra e piano piano ritorniamo al punto di
partenza. |