ANDREA A BERGAMO
LE IMMAGINI POSSONO ESSERE INGRANDITE

 

 

 

 

A BERGAMO (2007)

Bene, l’idea era nell’aria da qualche tempo: perché non andare a Bergamo Alta?
Non è troppo lontana per i bresciani, non lo è per chi abita a Milano, il meteo è ottimo…. ma sì, deciso!
Io raggiungo la stazione ferroviaria bergamasca in auto, Andrea in treno; l’incontro avviene alle 9:30 circa.
Decidiamo di parcheggiare poco sotto la città alta, poi in marcia lungo via V. Emanuele II. Superiamo Porta Sant’Agostino e, dopo un breve tratto sul Viale delle Mura, imbocchiamo un ripido vialetto che ci conduce alla parte iniziale della nostra avventura; via Porta Dipinta ci porta direttamente in Piazza Mercato delle Scarpe…..beh, che se le tengano.
Via Gombito è ricca di deliziosi negozi ed i turisti aumentano a vista d’occhio; non ci sono passaggi difficili, anzi, i vialetti sono uniformemente lastricati e, a volte, si ha la sensazione di camminare sul pavimento di casa.
Sfioriamo la Chiesa di San Pancrazio e nell’omonima piazzetta un paio di fotografie sono d’obbligo; la Torre del Gombito ci guarda.
Ad essere sinceri, ci guarda anche la gente, non puoi non notarlo, ma i comportamenti sono assolutamente discreti.
Attraversiamo il porticato del Palazzo della Ragione (che noi abbiamo smarrito perché andiamo scalzi :-) ) e ci deliziamo ad ammirare Il Duomo, la Cappella Colleoni ed il Battistero a pianta ottagonale; ai nostri piedi una splendida meridiana, anzi, un vero e proprio calendario solare.
In Piazza Mascheroni attraversiamo il passaggio della Torre del Campanella ed entriamo nella Piazzetta della Cittadella, all’ombra della Torre dell’Adalberto.
A Largo Colle Aperto l’incontro con un gruppo di ragazzini dimostra chiaramente come esista un abisso fra loro ed il mondo degli adulti: sì, perché questi ultimi vedono, eccome se vedono, possono anche essere imbarazzati e/o stupiti, ma fingono di non essersi accorti di nulla.
I ragazzini no, si sgomitano, commentano ad alta voce, osservano e spalancano gli occhi; nulla di sgradevole, per carità, ma il messaggio è chiaro: sei sotto i riflettori e sei valutato; ma noi abbiamo dalla nostra un arma piuttosto forte ed efficace: la nostra spontaneità e la nostra indifferenza.
La strada si impenna bruscamente: si sale verso il Colle di San Vigilio, con il suo antichissimo castello; un ciclista osserva i nostri piedi e dice: attenti a non forare!
Da noi un sorriso: è una battuta simpatica.
Ammiriamo il panorama e ci fermiamo a chiacchierare un po’; di piedi nudi?......direte voi; certo, ma anche di tante altre cose; è li il bello, non limitiamo i nostri incontri ad un solo aspetto della nostra vita, possono nascere nuove amicizie. Abbiamo poco in comune? Può essere, ma persino marito e moglie possono avere poco in comune…….all’inizio…..poi è il gioco della scoperta.
Qualche fotografia al panorama; un tedesco, gentilmente, fotografa me e Andrea.
All’inizio è panico: ecco lo sfondo, ma noi dove siamo?
Fantasmi, vampiri? Ma no! Era la mia ripresa precedente; non so cosa abbia premuto il gentile signore, ma di certo non era il tasto di scatto.
Esploriamo la parte nascosta del castello, assi di legno si flettono morbidamente sotto di noi, come i tasti di un pianoforte agilmente sfiorati dalle dita di un artista: avremmo percepito questo gioco con le scarpe?
La nostra Bergamo Alta si comporta come una ragazza che al nudo contatto reagisce con un brivido, con un guizzare di muscoli che non avremmo mai potuto percepire se non abolendo inutili intermediari artificiali.
Ora il gioco si fa duro ed è a questo punto che i duri cominciano a giocare; ghiaia, lastricato spigoloso ed irregolare, ripida discesa cominciano a mettere a dura prova le nostre capacità.
La fine dell’erta è accolta come una benedizione; un bimbetto ci accoglie con un sorpreso “i piedi nudi!!!”; siamo ad una cinquantina di metri ed ancora sentiamo le sue manifestazioni di sorpresa.
Andrea non resiste e ride con simpatia.
E’ giunta l’ora di mettere in azione il quarto senso. Ma come quale? Il gusto, no?
E davanti ad un bel birrone.
Ancora un po’ di piacevoli chiacchiere, poi si decide di ritornare alla base.
Improvvisamente l’avvistamento: sogniamo o siamo desti? Una ragazza scalza?
E’ li, davanti a noi, non c’è traccia di calzature; il sogno dell’Uomo di incontrare altre vite intelligenti su altri pianeti è finalmente realizzato? Non siamo, dunque soli, in questo Universo buio e sterminato? :-)
Macchè, dietro di lei ci sono scarpe e calze.
Rimettiamo i piedi per terra e piano piano ritorniamo al punto di partenza.