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Al
Monte Baldo
Ci
sono principi fisici che più o meno tutti conoscono: chi dubita della
gravitazione universale?
Altri sono meno noti, ma basta sfogliare qualche libro per accendere la
lampadina.
Principi che spiegano fenomeni che abbiamo sotto gli occhi tutti i
giorni: il ciclo di Carnot, ad esempio, quello che ci permette di bere
bibite fresche estratte dal nostro amato, ma poco conosciuto
frigorifero.
Altre leggi fisiche ancora più oscure, eppure altrettanto
indiscutibili, fanno parte della nostra esperienza quotidiana, quella
che tocchiamo con mano ogni volta che apriamo gli occhi dopo un buon
sonno, ma che essendo così ovvia va al di fuori del nostro mondo
cosciente.
Ma cosa sarà mai, direte voi? Ma la più grande, la più tangibile,
quella che avrebbe fatto perdere la ragione all’incommensurabile
Albert Einstein: mai fidarsi di Andrea77!!
Bisogna essere un addetto ai lavori per capire, si deve avere una
passione poco comune, quella di buttare, appena possibile, le calzature
al vento e di provare a risvegliare quei 30.000 recettori sensoriali
addormentati da un pregiudizio estremamente difficile da eradicare: il
Padreterno è un fesso che ha deciso che dobbiamo nascere scalzi, per
fortuna che l’uomo è intelligente abbastanza per rimediare a certi
errori di partenza.
Ebbene, se si appartiene alla categoria di quei pochi che hanno fiducia
nella saggezza del Creatore, allora si può pervenire ad una verità
assiomatica: se Andrea77 dice A, allora è B.
Passeggiata scalza facile su falsopiano: allora minimo 19% di pendenza.
Tragitto ventilato? Allora calma piatta tipo Mar dei Sargassi.
Sentiero da novellino? Allora devi avere le suole da 12 millimetri, con
carro armato incorporato. 
Beh, mi sono divertito a prendere in giro il nostro leoncino milanese,
ma devo dire che ci ha regalato davvero una bellissima giornata e
bisogna rendergli onore.
Ha saputo scegliere bei posti, ha saputo calibrare i percorsi e,
soprattutto, mi ha saputo convincere, cosa tutt’altro che facile, a
camminare in natura.
La meta di oggi è il Monte Baldo e c’è una bella novità:
conosceremo un nuovo barefooter convinto, accompagnato da una moglie (un
abbraccio sincero a lei) timida ed imbarazzata. 
Alfred, gli stringo la mano un po’ sorpreso, perché visto dal vero è
un omone tutto d’un pezzo, ma davvero simpaticissimo.
Facciamo carico sul mio solito pulmino e ci dirigiamo verso la montagna
veronese.
Salite interminabili, mille ciclisti da far invidia, poi ecco il
rifugio.
Andrea mi interpella, non dovrei, ma opto per la via della furbizia:
prenota calzato, poi si vedrà.
Poi via le calzature e si comincia a fare sul serio.
Quattro matti a piedi nudi più una calzata.
Però, che bei sassi! Si comincia con un sentiero in discesa, ma con
calma si avanza senza problemi.
C’è di tutto: rami, pietre, erba, ruscelli gelidi e fango, quello in
cui si affonda fino alle caviglie.
È bellissimo, concilia il buon umore e ben presto si comincia a parlare
di tutto un po’, con qualche barzelletta di contorno.
Si procede piano, ma non per questo ci si sente a disagio, anzi.
Ma guarda, una slavina di neve, un mostro bianco che ha sradicato mille
piante.
Piedi nudi sulla neve fondente: dobbiamo proprio immortalare la cosa.
Ecco dei cavalleggeri: il primo mi squadra e mi dice: “Quegli
scarponcini non vanno molto bene su questo percorso!”.
“Ma no, vera pelle, impermeabile e morbida. Si può fare, eccome!”.
Due risate e si assiste ad un guado piuttosto drammatico: meno male che
siamo a piedi (nudi)!
Ah, che acqua gelida! Bello, ma il fango è quasi peggio dell’elemento
liquido.
Se non l’avete mai fatto, ve lo dice uno che non ci credeva, provate a
camminare in natura: è semplicemente fantastico, soprattutto vedere,
constatare cosa sanno fare i nostri meravigliosi piedi.
È una melodia fisiologica e chi pensa allo scalzo come ad un indecoroso
o ad un pazzo, beh, abbiate fede, è lui che sta bestemmiando.
Però che fame: uno sguardo all’orologio e mi viene un tuffo al cuore.
Ma dove stiamo andando?
Abbiamo prenotato un buon pranzetto e siamo in grave ritardo;
l’angoscia mi prende ed accelero il passo.
Ma ragazzi, piedi nudi sul pietrisco e vado benissimo, poi asfalto, una
lunga marcia scalza dopo pietre, rami, fango e, ahimé, qualche cardo
spinoso; è la prima volta che i miei piedi non accusano bruciori
anomali.
Vanno che è un piacere.
Però sono allo stremo alimentare: fame!!
Vedo anche rotolare per la strada fusti di birra spumeggiante.
E tutto ciò che inizia deve finire.
Ah, che meraviglia!
Quattro chiacchiere in piacevolissima compagnia.
Volete sapere? Formaggio fuso valdostano con scaglie di tartufo,
polentina calda con cinghiale e birretta fresca spumeggiante.
Scalzi? Beh, no, ma non vogliatemene: la moglie di Alfred è stata
fantastica, provate voi a stare con dei matti a piedi nudi senza essere
dell’idea….! Perché forzare e metterla in imbarazzo?
Un paio di infradito non ci tolgono l’onore: se lo merita.
Concludiamo con una visita ad un incredibile santuario scavato nella
roccia.
Siamo davvero contenti di aver conosciuto il nuovo acquisto, ma sua
moglie, timidissima, merita almeno un dieci, con una lode che dovrebbe
coronare la pazienza.
E poi, sapete di quante cose abbiamo parlato? Non c’è niente in
comune? E la subacquea? Ed un po’ di politica? Due battute e quattro
risate.
Insomma, non si può essere identici, ma si può trascorrere una
bellissima giornata anche con punti di vista differenti.
Grazie a tutti voi, ad Andrea che mi ha fatto scoprire un mondo nuovo ed
al simpatico Alfred che non ha mai perso il suo umano dinamismo.
L’apoteosi sarebbe se fossimo riusciti almeno ad aver fatto
trascorrere una giornata piacevole anche a sua moglie, che non la pensa
come noi.
A riprova, comunque, che per noi barefooters tutti sono i benvenuti,
praticanti o calzati, ma con la voglia di trascorrere una piacevole
giornata insieme.
Flavio |