Sulla neve a piedi scalzi (di Marco
Batazzi).
Una esperienza da
provare e per nulla negativa.
Basta avere l'accortezza di regolarsi con attenzione la temperatura
del resto del corpo. E' necessario che il corpo sia ben coperto,
possibilmente anche con un berretto in testa. La testa è la parte del
corpo che disperde la maggior parte del calore e non per nulla il proverbio
contadino dice "Freddo ai piedi ? Copritevi la testa"!
Scegliete una giornata soleggiata e con temperatura esterna attorno allo zero
o di poco superiore e avventuratevi nella neve lasciando le vostre divertenti
impronte da Yeti. Noterete che - dopo il primo impatto di freddo intenso
- in pochissimo tempo i piedi si regoleranno termicamente e assumeranno
il colorito roseo che si vede anche nelle foto. Segno che la circolazione
sanguigna sta subendo un benefico rimescolamento e un tonico potenziamento.
Continuate almeno per 4 o 5 minuti e poi rimettetevi calze e scarpe.
Con un po' di costanza i tempi di "permanenza" si potranno allungare
anche di parecchio. Molti barefooters sono in grado di percorrere perfino
qualche decina di chilometri e stare nella neve anche 3 o 4 ore senza
alcun problema. A patto di stare attenti a diversi fattori. Se la neve
è troppo alta e profonda, non solo si raffredda la parte inferiore (suola)
del piede, ma anche la parte superiore. Questo accelera la sensazione
di freddo e può causare qualche guaio. Infatti se il colore del piede
cessa di essere roseo e diventa biancastro urge interrompere l'esperienza
perché vuol dire che il freddo sta prendendo il sopravvento.
Rimettere calze e scarpe e riportarsi al caldo.
Eventualmente massaggiare con forza. Le scivolate sulle pozze ghiacciate sono
molto divertenti ma espongono la suola del piede a un raffreddamento molto
forte (anche perché non c'é il consueto stacco da terra che si attua col
passo) e quindi provate pure ma state attenti!
Comunque verificare anche la temperatura esterna dell'aria. Se nevica o siamo
intorno allo 0°C (o al massimo a -1°C) la nostra passeggiata può durare
qualche decina di minuti e anche più (secondo l'allenamento e la reazione
di ciascuno), ma se le temperature scendono troppo sotto lo zero, oppure
c'é anche vento, occhio ! Con -4°C non andate oltre i 5-10 minuti, con
-6/8°C una passeggiata di 3 minuti è già notevole e con temperature attorno
a -10/11°C può essere a rischio anche sporgersi dal portone per buttare
la spazzatura nel cassonetto che ci sta di fronte. Le dita dei piedi
sono le prime a fornire sintomi di congelamento e se dovessero iniziare
a far male è urgente rimetterle in calze calde e scarpe.
Tenete presente che nel metodo di cura dell'Abate Kneipp c'é proprio la passeggiata
scalza sulla neve e che in Russia (e anche in Germania) non è raro
che una scolaresca di bambini dell'asilo o delle elementari sia portata
a spasso (per qualche minuto) scalza nella neve insieme agli
insegnanti , un chiaro invito a prendere coscienza del proprio corpo e delle
sue reazioni.
Quindi, ragazzi, l'invito è senz'altro a provare e sperimentare... ma non a fare
gli eroi o esagerare !
Se proprio avete paura delle temperature troppo basse, sceglietevi una giornata
di sole fine inverno, quando le temperature esterne sono abbondantemente
sopra lo zero e quasi primaverili e andate a cercare qualche
chiazza di neve che si trova ancora in certi versanti poco esposti per
fare i vostri tentativi.
Gennaio 2005: una nuova
esperienza sulla neve.