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Repubblica
Genova
I "BAREFOOTERS"
Sorpresa, De
Ferrari ora è diventata "paradiso nazionale"
MICHELA BOMPANI
Il prato di De Ferrari è un paradiso nazionale. Incoronato dalla tribù
dei "barefooters", quelli che camminano a piedi nudi e le
scarpe non le vogliono mettere più.. Il lancio dell'erba genovese è
globale: E' proprio sul sito www.nati-scalzi.org
(il primo in Italia) che il fondatore Franco A. annuncia la
scoperta per la comunità dei "piedi nudi" lo scorso 28 agosto.
A mettere il prato di De Ferrari in testa ai luoghi d´elezione del movimento,
e a trasformarlo, nel giro di pochi post scambiati, nella meta di
peregrinazioni da tutto il paese e non solo, è un piccolo invito,
seminascosto che ha conquistato i "barefooters" nostrani. Sul
prato, scrive Franco, «è in un angolo, purtroppo molto poco
visibile, c´è un cartello che recita: "Questo è un prato
temporaneo: per conservarlo ricorda che è fatto per sedersi,
sdraiarsi, camminarci (prova a piedi nudi!)"
E´ il primo esempio che incontro, in Italia, di esplicito permesso (anzi
direi addirittura un incoraggiamento) a camminare scalzi da qualche parte».Ecco
perché Genova salta in testa alle classifiche, con i suoi tre fazzolettini
verdi, dei luoghi d'elezione dell'´esercito dei piedi scalzi. Franco
alza le spalle, è abituato ad essere considerato, con i suoi simili,
un bizzarro individuo: E «Purtroppo non credo che sia un segnale positivo
- spiega - temo che, quello di Genova, resterà invece un caso isolato.
In effetti, anche data la sua scarsa visibilità , non ho mai visto nessuno
a piedi nudi sul prato.». Ma, promette, diventerà una meta di riferimento
nazionale. Franco, uno dei pionieri italiani dello "scalzismo"
ha deciso di togliersi le scarpe nel 1998 e l´anno successivo ha
fondato il sito dei nati scalzi realizzando il primo tentativo, sul web,
di creare un club nazionale - fondato davvero nel 2006 - per riunire gli
appassionati del contatto con la terra che si moltiplicano, mese dopo mese,
attraverso gli appuntamenti-raduno. Quello dei "barefooters" è
un movimento nato in Nuova Zelanda, e poi diffuso in Usa e Europa. Il
kit del "barefooter" poco ingombrante: in tasca o nello
zaino, non deve mai mancare il necessario per il "pit
stop", composto da carta vetro e pinzette, per risolvere i
piccoli inconvenienti dell´andare scalzi (ovvero estrarre dalla
pianta del piede ciò che potrebbe conficcarcisi). Poi, per chi
ancora si vergogna un po', ci sono i "non sandali", una
fettuccia di cuoio, sobriamente decorata con borchie, che si
attorciglia al piede: all´apparenza sembrano esilissimi infradito,
ma non hanno suola. E poi c´è "barefooter" e "barefooter":
ovvero non tutti sono pronti a togliersi definitivamente le scarpe e
così ci sono molti gradi di avvicinamento alla dismissione completa. L´"hiker",
ad esempio, va a piedi nudi solo in campagna o montagna, il
"cittadino" si toglie le scarpe prevalentemente in città ,
lo "stagionale" soltanto nella buona stagione, lo
"sporadico" in occasioni particolari, i più rigorosi sono
il "permanente", che lancia alle ortiche le tomaie ogni volta
che si può, qualsiasi stagione sia, e l´"integrale" che
in ogni luogo, tempo, stagione rinuncia alle suole. E così Genova ha
un´attrazione in più.
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