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Carnevale
a Venezia 2009
Il
Carnevale di Venezia: “Maschere e trasgressività”, si dice; una
ghiotta occasione per farlo in un modo che, credo, non si sia mai visto
prima d’ora.
Unico ostacolo: il clima.
Fossimo a Rio…..ma da noi la festa in maschera si svolge in pieno
inverno e quest’anno il bianco generale ha schierato bene le sue truppe.
Gelo, nebbia o pioggia? Stavolta il meteo parla chiaro: freddo sì, ma
sole e bassa umidità, quindi ottima visibilità in qualsiasi momento
della giornata.
Decidiamo di tentare: fitta rete di messaggi, ma alla fine, come dice una
vecchia canzoncina, siamo rimasti in tre, tre briganti e tre somari, tutti
in un colpo solo.
Io e Nancy (Lucina) incontreremo il buon Andrea(77) sull’Eurostar che
parte da Brescia di buon mattino; ehilà, che freddo! Siamo a -1 °C,
siamo gli unici in maschera, ma pesantemente vestiti sotto e calzati.
Anch’io indosso un paio di mocassini senza calze e davvero spero che le
temperature si decidano a salire, perché saremo all’aperto per tutto il
giorno!
Ecco Andrea, come si sarà vestito? Noooo, che delusione! Ma come, vieni
così, come tutti i giorni?
Andrea ride e si giustifica: beh, è vestito scuro, no?
Arriviamo nella città lagunare sotto uno splendido sole ed un cielo blu
senza una nuvoletta.
Freschino, sì, ma del tutto sopportabile.
Decidiamo di fare colazione in un baretto presso il Ponte degli Scalzi e
perdiamo Andrea.
Forse in bagno……un rapimento? Aspetta e aspetta, quando cominciamo a
preoccuparci si apre la porta del bagno e.........sorpresa….....tataaaaaa
(squillo di trombe)!
Esce un fraticello con saio, cappuccio, cordone e piedi nudi.
Bravo Andrea, ci hai proprio colti di sorpresa.
Mentre risaliamo il Ponte nostro omonimo, molta gente è allibita nel
vedere quello strano personaggio a piedi nudi, qualcuno lancia un brrrrrrrrr
completo di brivido ostentato, ma è solo l’inizio.
Gli occhi si spalancano e si forma un piccolo capannello, mentre io e
Nancy ci adeguiamo un po’ divertiti; che strani questi
lampi…..temporale o barcavelox?
Ma no, sono i flash di molte macchine fotografiche, una signora chiede di
essere immortalata con noi.
Imbocchiamo la prima calle con il solito bambino che strattona il padre:
“Perché quei signori sono scalzi?” e la sua risposta si perde alle
nostre spalle.
Nancy non è abituata alle basse temperature, accusa un pò di bruciore
alle piante, ma è confortata da quel gradevole tepore emanato dalle
piastrelle baciate dal sole.
La rassicuro che è normale, si tratta solo di insistere e lasciare che la
circolazione sanguigna faccia il resto.
Tempo dieci minuti e tutti procederemo spediti e soddisfatti.
Piccola sosta in una piccola piazza per ammirare una casa ornata da
balconi in ferro battuto; due signore fanno scattare i lampi delle loro
fotocamere.
Ci spostiamo per non dare fastidio, ma veniamo invitati a restare dove
siamo.
Si tratta di due moldave che posano a turno al nostro fianco e che ci
fanno qualche domanda.
La marcia prosegue lungo il classico percorso che porterà a Piazza San
Marco.
A Rialto la folla è notevole, si intravedono molte maschere e, nonostante
la ressa, non si contano i colli incurvati verso il basso, sembra che i
nostri piedi emanino un segnale invisibile che dice “Ehi, siamo qui!”.
Qualcuno sussurra, qualcuno guarda e sorride sorpreso, altri chiamano
amici e parenti per segnalare la cosa insolita, qualche anziano scuote la
testa e se ne va.
Nancy viene attirata da una colorita bancarella e decide di acquistare una
di quelle mascherine tipiche veneziane che ha sempre desiderato; padre,
figlio e spirito santo……oh, no mi sono sbagliato…e moglie,
approfittando della nostra sosta al loro punto di vendita, intessono un
intenso dialogo.
Sono sorpresi, incuriositi, ma per niente ostili, anzi, il padre spiega di
amare molto andare scalzo, specialmente quando va a pescare.
La moglie vuole sapere se lo facciamo spesso.
Come no? Tutto l’anno. No al lavoro, no…..ma appena a casa le scarpe
volano.
Ci lasciamo con cordialità.
Scatteranno molti flash prima del nostro arrivo in Piazza San Marco.
Non dico che sembra di essere in primavera, perché all’ombra si sente
la differenza, ma al sole si sta davvero in modo meraviglioso.
Beh, ci sentiamo un po’ …..imbarazzati non sarebbe la parola più
adeguata, ma davvero con tutte quelle maschere meravigliose, ci appare così
strano fare spesso la posa con qualcuno che vuole scattare un’istantanea
a tre maschere scalze, anzi, molti lo vogliono fare in mezzo a noi!
Rideranno con gli amici? Forse, ma non è questo il movente……si è mai
visto qualcuno scalzo in maschera in pieno febbraio, persino nella mitica
Venezia?
A proposito: io e Nancy eravamo vestiti da locandieri, di campagna visto
che eravamo a piedi nudi.
Ci mangiamo una bella pizza…all’aperto, pensate, baciati da un
bellissimo sole.
Il cameriere ci chiede se gli permettiamo di interrogarci sul perché
della nostra nudità: rispondiamo che il motivo profondo è il piacere di
farlo, il resto viene di conseguenza.
“Meraviglioso, assolutamente meraviglioso”, sarà la sua risposta e se
ne va assicurandoci che non è una battuta, ma una convinzione.
Il tempo passa veloce ed ora anche la temperatura, pur rimanendo
assolutamente gradevole, ce lo fa percepire.
Fra le calli capiterà ancora spesso di doverci fermare per qualche posa e
lo facciamo con piacere.
Molte attenzioni fotografiche, dunque, durante una giornata splendida;
volendo fare un bilancio sui fotografi, su dieci sette erano stranieri e
non credo che si tratti di un caso.
Ci siamo trovati benissimo, fra strade incredibilmente pulite e gente
festosa.
Sei scalzo, sei anomalo, ma qui fai parte del gioco.
Da domani si torna ad essere i soliti matti a piedi nudi. |