Scalzi in Germania by tiziana
Contrariamente a quanto si legge spesso nei vari forum, la Germania non è il Paradiso dei barefooter in Europa. E’ un Paese come un altro, dove i pochi che vanno scalzi in genere vengono accettati.
A cavallo tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli anni ’80 si vedevano ancora persone scalze per strada, però man mano che gli anni ‘80 avanzavano e la moda si allontanava sempre di più dal gusto hippy, il numero degli scalzi è diminuito sempre di più, fino a ridursi pressoché a zero.
I tedeschi sono amanti della comodità e praticità, e cercano in primo luogo la qualità, ovvero ciò che comprano deve essere prima di tutto pratico e resistente, e poi anche bello.
In virtù di questa mentalità fanno meno caso all’eleganza, ed hanno una maggiore capacità di immedesimazione verso la scelta di altre persone di andare a piedi nudi, comprendendo la situazione di dover scegliere le calzature in base innanzitutto alla comodità, in cui loro stessi vengono a trovarsi, optando magari per un paio di secondo me poco estetici sandali Birkenstock, Mephisto (dalle linee .... diaboliche), Teva, e altro analogo, ma analogamente supercomodo.
Passeggiando oggi a piedi nudi lungo le strade delle città tedesche si viene notati: gli sguardi sono molto vari, possono essere increduli, curiosi, compiaciuti o sprezzanti, ma in genere ognuno si fa i fatti suoi. Qualcuno più estroverso e socievole chiede il perché con cortesia e simpatia. Insomma: gentilezza e indifferenza, né più e né meno come in altre località. Tanti sono i tedeschi attanagliati dal "vorrei ma non posso", che non osano provare perché avvinti dal quel senso di incertezza tipico di tutti i principianti.
Qualche volonteroso va loro incontro promuovendo l’allestimento di strutture per barefooting consistenti in piste posticce o parchi permanenti. Qui l’accesso è lecito solo ed esclusivamente a piedi nudi. Lo scopo di questi parchi è, oltre a quello di offrire appunto uno spazio per andare scalzi a coloro che non osano farlo ovunque, dare ai barefooter e agli amanti della natura l'opportunità di un percorso sensoriale molto vario su suolo rigorosamente naturale e in mezzo alla natura.
Nel Parco di Penzberg, che ho visitato in compagnia di Lorenz Kerscher, ideatore e realizzatore materiale, il percorso era segnalato da indicatori coloratissimi a forma di piedini, realizzati dai bambini della scuola elementare del paese. Un tratto era aperto a tutti, da un certo punto in avanti, precisamente all'incrocio con una stradina asfaltata che tagliava il bosco, c'era un bivio con un cartello riportante la scritta: "Da qui solo a piedi nudi, altrimenti servirsi del tratto asfaltato". Logicamente io e i miei accompagnatori abbiamo continuato scalzi su un percorso appositamente creato in mezzo al bosco con tratti di 5 metri ciascuno "rivestiti" con fondi differenti, tra cui pigne secche, aghi di pino, ghiande, corteccia d'albero, rametti teneri, ed altro analogo, rigorosamente naturale. Volendo si può ricorrere anche a servizi aggiuntivi. A Penzberg ad esempio è possibile chiedere una visita guidata lungo il percorso, con la spiegazione della fauna e flora che vive in generale in Alta Baviera.
Alla pagina http://www.barfusspark.info si trova una mappa di tutti gli impianti per barefooting della zona mitteleuropea suddivisi per località e regioni. Per il momento la pagina è disponibile solo in tedesco, ma l’autore prevede di farla tradurre sicuramente in inglese, e certamente anche in italiano.
Ogni rosa che si rispetti ha la sua spina. In Germania l’accesso a piede libero non è garantito ovunque: a me è stato negato alla Neue Pinakothek di Monaco di Baviera con l’assurda scusa che il sudore dei piedi rovinava il parquet, e al museo della Wartburg (Eisenach) senza una motivazione precisa, ma con la sincera ammissione delle sorveglianti che, non sapendo esattamente se era lecito, volevano evitarsi una lavata di capo dai superiori.
Per il resto ho frequentato scalza diversi corsi di aggiornamento presso varie università, ho visitato antiche dimore di nobili e letterati, chiese, monasteri, musei più tolleranti senza mai nessun problema.
E’ proprio in Germania, mia seconda patria d’elezione, che ho debuttato come barefooter.