PINO
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La mia
storia inizia molti anni fa, quando, realizzando un desiderio che avevo
dentro dall’infanzia, riuscii a buttare da un lato gli zoccoli che
indossavo …. Ma andiamo per ordine.
Non voglio partire dalla preistoria, ma vale la pena accennare al periodo
della mia infanzia in cui,
trascorrendo tutto il periodo estivo in campagna, mai ci fu modo di
saggiare sabbia od acqua di mare con la pelle dei miei piedi… che al
massimo godevano dell’aria che passava attraverso gli spazi lasciati
liberi da un qualche sandalo (dell’epoca). E per il colmo della
sfortuna, fu proprio con i sandali che mi ruppi i due pollici dei piedi…
il primo contro le rotaie del treno, il secondo giocando e calciando un..pietrone!!!!
Dissero i miei nonni “se avessi avuto le scarpe non ti sarebbe
successo!!!”
Solo verso i dieci anni ebbi l’occasione, di recarmi, con i compagni
di giochi, in riva ad un fiume, sino ad allora proibito (troppo
pericoloso) e, non potendo esimermi da imitare gli altri, levatomi le
scarpe e le calze, mi trovai a correre
su pietre, sabbia ed erba a piedi nudi e, massimo della soddisfazione,
infilarli nell’acqua gelata che donava loro sensazioni
piacevolissime.… Fu questa esperienza che destò in me quel desiderio di
sentire i miei piedi liberi toccare il terreno, o qualsiasi altra
superficie, aderirvi, saggiarla, sentirmi così, vicino al mondo che
calpestavo, ma soprattutto sentirli liberi, non costretti da scarpe che mi
davano più calore di quanto non me ne servisse, anche d’inverno…
Purtroppo per molti anni dovetti accontentarmi di passeggiare di nascosto
sui pavimenti dei luoghi che abitavo, o comunque, laddove e quando,
appunto, nessuno mi vedeva …
Per fortuna arrivava l’estate, almeno alla spiaggia le scarpe non si
usavano e, alle volte, con qualche scusa salivo oltre la sabbia,
avventurosamente verso un negozio, un bar nel “mondo esterno”…
Ricordo una meravigliosa passeggiata sul lungomare ... anche perché la
feci con la mia prima ragazzina ... che tra l’altro aveva due piedini
molto belli ….
Potrei non finire il mio racconto, volessi trascrivere, raccontandoli,
tutte le piccole e grandi occasioni capitate o cercate tra i 15 ed i 30
anni …
Purtroppo per campare s’ ha da lavorare, ed il mio lavoro
prevedeva (e purtroppo di nuovo prevede, un abbigliamento manageriale, con
giacca e cravatta... figurarsi le scarpe!!! E per molte ore al giorno!
Quindi che fare? Semplice: non appena a casa, via le scarpe! (d’inverno
mia moglie mugugnava …) Poi piano piano la famiglia se ne abituò. Gite
in campagna, le ferie (quando riuscivo a farle ...), ogni occasione
possibile, almeno gli zoccoli, i sandali, ma niente scarpe! Purtroppo
rarissimamente in luoghi abitati, almeno con la famiglia, ma nei prati,
sulle strade sterrate, magari durante le ferie osavo qualcosa di più …
Purtroppo non nella mia Città,
come già ho detto, dove sono troppo conosciuto. Negli anni
passati, approfittavo
delle occasioni, in cui, viaggiando da solo, mi toglievo la soddisfazione
di fare qualche breve giro in città: a Genova, a Milano, autogrill
dell’autostrada, ad esempio..
Una piccola assurdità.... comica? Eccola:
A volte, partecipando a riunioni che terminavano spesso a
tardissima ora notturna, amando altresì camminare, concedevo ai rari
nottambuli di allibire davanti al
passaggio di un pazzo che camminava
in Città con giacca e cravatta, o magari giaccone, ma … a piedi nudi!!!
Sai poi se era d’inverno!
Ma comunque, avendo la fortuna di avere una grande casa e tanto giardino,
almeno lì, è raro vedermi con un paio di ciabatte o simili … anche se
nevica!!!
Poi è arrivata l’età dell’oro … dal 2003 all’anno scorso, avendo
lasciato la mia vecchia attività ed avviatone una nuova, ho abbandonato
anche le scarpe, o meglio, da aprile a novembre solo sandali, in pubblico
… il resto dell’anno, scarpe si ma senza calze …. POI, sia per
l’aumentato tempo libero e i lunghi periodi (forzati) da single … ho
scoperto il piacere delle passeggiate in collina, della marcia o corsa
(anche 20 Km!!) sull’asfalto della provinciale ... a piedi nudi!
Solo ad Agosto di quest’anno è caduto il mio record:
3 anni senza comprare un paio di scarpe! Nel senso che avendone un
buon paio (invernali), ma avendole usate poco … erano sempre NUOVE!!
In
verità quanto ho raccontato, e come l’ho descritto, appare come volessi
dimostrare con gli episodi narrati, che dico il vero, che amo camminare
senza scarpe… e basta.
Questo accade perché, io, forse non so scrivere, o meglio non riesco a
dare il senso giusto alle mie parole. È pur vero che si nasconde in noi,
barefooter, anche una componente feticista nel piacere, magari inconscio, di vedersi le piante dei piedi …
sporche della terra, o di quant’altro si
raccoglie sulle strade del mondo, ammettiamolo; ma credo che questo
possa far parte del gioco, senza stupirsi, scandalizzarsi o vergognarsi.
Ma oggi, per me, almeno, oltre che alla necessità fisica di sentire il
piede libero, fresco, non stretto dalla morsa di una scarpa, scaldato e
abbronzato dal sole o rinfrescato dal vento, come le mani o la faccia e
quant’altro riesco a liberare dai vestiti, si aggiunge anche il bisogno
di sentire la materia sotto le piante, percepirne la temperatura, la
diversa consistenza, umidità … le pietre massaggiare ogni punto,
tastare la ruvidità di certe rocce, la corteccia di un albero … Vivere
il contatto con la Terra senza doversi ci sdraiare … Avete mai provato,
poi, a fare una “marcia” o a correre (insomma Jogging come si dice
oggi) a piedi nudi? Abele Bikila (o come si scrive) sapeva per tradizione
e abitudine di vita, che il piede
nudo fa molta più presa che con le scarpe … e ti senti le dita, i
muscoli del piede, sotto e sopra, vivere, muoversi, senti la forza delle
tue gambe trasmettersi alla base e … voli!!!! Senza fatica.
Peccato che il sottoscritto ha piedi lunghi e dita ... per conseguenza,
lunghe, nonché, come già detto, i due pollicioni rotti da bambino,
ragione per la quale non mi riesce di piegare il piede come vorrei …
ovvero come molti fanno ... afferrando gli oggetti con i diti … ma a
forza di esercizio ... qualcosa ho ottenuto, almeno di far buona presa sul
terreno!!!
Mi diverto nel vedere lo stupore (o la curiosità) di chi incontro nelle
mie corse o marce per la strada … non sono una bella ragazza, più
piacevole e, forse eccitante, da vedere a piedi nudi correre per strada
… ma … un uomo … di età
che corre contro la logica comune.
(Dimenticavo … le strade che percorro non
sporcano poi tanto le piante dei piedi, ma ti regalano pezzettini di vetro
od altre piccole insidiose punte che si affezionano così tanto a te …
che ti … entrano dentro. Per fortuna che i grossi oggetti ... li vedo e che i cani da
queste parti hanno padroni educati.) Infine: non mi ero mai
fatto delle foto negli anni passati, salvo alle volte qualche foto di
famiglia, nei luoghi che ti dicevo nel racconto, ma sono sempre in gruppo
e ... non ho più i negativi e la voglia di scannerizzare e tagliare..
Quest’anno, però, con la faccenda delle camere digitali ed i
telefonini … qualcosa ho fatto.
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