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Ogni
mattina la sveglia suona alle 6. Esco da casa e faccio un giro scalzo nel
prato e nell'orto, bagnati dalla rugiada. La testa si sveglia
immediatamente e il buonumore è assicurato. Questo ultimo aspetto è
quello che più mi colpisce, mi meraviglio di non aver fatto questo
collegamento in passato. Il buonumore che prende a chi cammina scalzo è
una cosa che "intender non la può chi non la prova". Come
medico posso dire senza tema di sbagliare che la camminata scalza
favorisce la produzione e liberazione di endorfine da parte del cervello.
Dal punto di vista scientifico questa sarebbe solo un'ipotesi, ma chi fa
l'esperienza di camminare scalzo lo sa bene. Le endorfine sono i mediatori
chimici del nostro benessere e della nostra energia vitale, con il
rinforzo degli aspetti positivi della vita: energia, buonumore, equilibrio
ormonale e immunitario. Per produrle non è necessario andare scalzi; però
è certo che tutto il sistema delle endorfine si potenzia con lo stimolo
della pianta del piede, l'esistenza della riflessologia confermerebbe
questa ipotesi. Ringrazio
di aver ripreso l'argomento; ho da dire che io non ho dubbi sul
miglioramento del funzionamento del sistema delle endorfine (sia sulla
loro produzione che sulla liberazione)con lo stimolo plantare. Dato che la
pianta del piede è così sensibile che il solletico viene percepito da
tutti in modo intenso e anche talora fastidioso, non crederemo certo che
la natura abbia creato un organo così sensibile senza una più estesa e
utile funzione! Enzo parla di "droga naturale", e in certo senso
ha ragione: si parla di dipendenze positive quando si tratta di
comportamenti (fra cui c'è anche lo sport) che arricchiscono la persona e
la rendono soddisfatta e capace di far progetti. Al contrario le
dipendenze negative impoveriscono, rendono insoddisfatti e chiudono
l'orizzonte delle persone: sono queste le droghe. Le dipendenze positive
sono tali perché stimolano la produzione di endorfine che sono
"droghe naturali" (benché io provi ripugnanza a chiamare droghe
sostanze nobilissime che sono le vere ricchezze di cui la natura ci ha
dotati), e quando vengono interrotte lasciano un senso di mancanza, pur
senza dare una crisi di astinenza paragonabile a quelle che si ha con
l'uso di droghe: questa mancanza è dovuta al fatto che l'organismo ha
imparato a contare su questo stimolo. L'interruzione dei comportamenti
positivi comunque non fa alcun danno sostanziale perché lascia i serbatoi
pieni e ben funzionanti, al contrario della droga che blocca la produzione
delle endorfine e quindi lascia l'organismo svuotato e impoverito.
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