DIDDI
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Diddi
è originario dell’Assia Settentrionale (Germania), ha 45 anni, è un
artista pubblicitario, e considera perduto ogni giorno in cui non riesce a
ridere fino alle lacrime.
Questo spirito positivo e senso dell’umorismo lo aiuta non poco a
gestire e contrastare l’handicap fisico con cui è costretto a
combattere dal 1999, attraverso il quale ha scoperto i benefici e il
piacere del barefooting.
Ecco la traduzione italiana della testimonianza scritta di suo pugno.
Da
quando soffro di sclerosi multipla, la parola "barefooting" ha
assunto per me un significato molto particolare.
A causa di questa infiammazione cronica dei nervi, in certi periodi mi
vengono compromesse la sensibilità e la mobilità delle estremità.
Quando le gambe e i piedi non rispondono, mi aiuta moltissimo camminare
scalzo e soprattutto affondare i piedi nudi nella rugiada. Questa terapia
naturale secondo il metodo Kneipp infonde in me nuove energie e nel
contempo ridesta quelle esistenti momentaneamente assopite. Mi giovano
moltissimo anche i pediluvi in acqua fredda alla Sebastian Kneipp che
faccio ogni mattina.
Da
quando si è manifestata la malattia, nelle stagioni calde inorridisco
soltanto al pensiero di dover sopportare calze e scarpe, perché mi
provocano un caldo eccessivo e un senso di bruciore fastidioso ed inoltre
mi ottundono parzialmente la sensibilità. Ho come la sensazione che i
piedi debbano scoppiarmi da un momento all’altro, per cui seguo il
vecchio detto popolare tedesco “Camminare scalzi fa bene alla salute”.
In effetti il contatto diretto con il terreno mi aiuta moltissimo, perché
le “informazioni” captate dalle piante dei piedi mi compensano
ampiamente i deficit degli organi responsabili dell’equilibrio. Con le
scarpe non avviene niente di tutto questo, anzi, mi muovo come un bambino
che sta imparando a camminare. Invece per me è importante sentire
esattamente dove sono per riuscire a camminare correttamente, cosa che
senza scarpe riesco a fare con successo.
Quando stamattina il mio medico mi ha visto comparire scalzo, per fare una
battuta spiritosa mi ha chiesto se stavo comodo. Appena ha sentito che
metto il barefooting in testa alle classifiche del mio benessere personale
ha ribattuto “Ottimo, continua così!”
I medici non hanno nulla contro il mio scalzismo, anzi, lo trovano
un’idea geniale e assolutamente da imitare.
Io
penso che i barefooter ispirino più simpatia di quelli che imprigionano i
piedi nelle scarpe chiuse, in quanto danno l’idea di essere persone
miti, sincere, amabili e umane.
La pubblicità questo lo ha capito da un pezzo: non so se anche voi avete
fatto caso, ma nelle scene mirate a suscitare tenerezza e serenità i
piedi nudi non mancano quasi mai.
Trovo inopportuni quei genitori che col caldo estivo costringono i loro
bimbi a portare le scarpe, a volte anche molto pesanti. Così facendo
privano i loro piccoli di sensazioni piacevoli ed inoltre favoriscono loro
lo sviluppo dei piedi piatti. E questo soltanto perché ritengono che sia
sconveniente andare in giro scalzi. Che sciocchezza!
Qualche giorno fa ero invitato a una festa di compleanno. Inizialmente
avevo pensato di indossare un paio di Birkenstock modello KAIRO, poi però
me ne sono infischiato delle convenzioni e sono andato scalzo. E ho fatto
bene, visto che la festa si è svolta in giardino. Il mio look era
assolutamente ok, ed anzi ho suscitato invidia negli altri invitati, che
avevano tutti le scarpe.
E
dire che soltanto ancora un anno fa mi vergognavo a presentarmi scalzo in
pubblico. Mi limitavo a togliere le scarpe in piscina, ovvero dove lo
fanno tutti. Pensavo che non fosse opportuno per un uomo di 42 anni
entrare scalzo ad esempio in un negozio a fare commissioni. Oggi invece
riesco ad andare scalzo dappertutto senza farmi più nessun problema.
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