Le origini Principianti Hikers Dove siamo Profili - Il Club -  

ANDREA D.

Sono nato anch'io senza scarpe, ma da piccolo non sopportavo nemmeno di stare senza calze, mi vergognavo tremendamente di mostrare anche una parte del piede nudo.  Con l'adolescenza cominciò una certa voglia di stare scalzo e cominciai a portare i sandali, ma mi vergognavo a camminare scalzo e cosí ho passato una gioventú calzata. Ricordo che sui diciotto anni, in una casa che mi ospitava, vidi appesa su un muro quella poesiola che qualcuno attribuisce a Borges (ma credo sia di un oscuro saggista statunitense), che diceva "Se tornassi a vivere un'altra volta ... comincerei piú presto a camminare scalzo a primavera". Leggere quelle parole forse cambiò la mia vaga voglia di stare scalzo in un desiderio piú consapevole, accompagnato dal desiderio di libertà. Allora ho cominciato a stare scalzo in casa e ad avventurarmi ogni tanto per la strada, ma sporadicamente.
Cosí sono stato uno scalzista represso fino a tarda età, finché non mi trovai a lavorare per qualche mese a Ginevra, in una situazione che invogliava a girare scalzi: piacevole clima primaverile, strade tranquille e pulite, ambiente di lavoro rilassante, e soprattutto lontananza da colleghi e parenti.  A questo si aggiunse un mail, scritto da Temistocle LoScalzo, finito non so come su una lista di discussione politica che seguivo, che presentava il sito web del Club dei Nati Scalzi!  Decisi che ero abbastanza vecchio da non dovermi preoccupare dei giudizi degli altri e cominciai a girare scalzo regolarmente.
Tornato in patria continuai, anche se con qualche remora, sempre per via di parenti e ambiente di lavoro.  Insegno all'università, dove ci si aspetta un certo contegno da parte dei docenti. Era soprattutto il giudizio degli studenti che mi preoccupava, mentre ho scoperto presto che i colleghi avevano un atteggiamento del tutto tollerante, se non indifferente.
Piano piano ho superato molte remore, ed ora mi sento a mio agio quasi dovunque.  Non sempre e non dovunque, e poi mi metto volentieri le scarpe anche quando io non avrei problemi, ma credo che il mio stare scalzo crei problemi ad altri.  A parte questi limiti, ormai le calzature per me sono l'eccezione piú che la regola.
Amo soprattutto camminare scalzo in montagna, dove mi sono spinto a fare qualche ferrata a piedi nudi, e naturalmente ho provato a fare qualche passo sulla neve.  Quanto ai ruscelli e torrentelli, non ne perdo uno!
Un'altra mia passione vicina al gimnopodismo è il nudismo, o naturismo che dir si voglia: nuotare col costume addosso dopo aver provato a nuotare nudi, è fastidioso come le scarpe per un barefooter!
Il bello del camminare scalzi, secondo me, è la grande sensazione di libertà fisica e mentale, unita al piacere fisico di toccare direttamente il suolo che ci sostiene. È un'esperienza che tutti dovrebbero provare.Vi pare?

 


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Se vai scalzo, i problemi sono degli altri che non possono o vogliono farlo!

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