A
Bologna
da RAlf
Faccio
un resoconto della passeggiata di sabato a Bologna. Cercherò di essere
breve ma le cose da dire sono tante per cui mi auguro di non occupare
troppo spazio.
L'appuntamento è per le 09.30 alla Stazione. Sono appena arrivato e sto
guardando il tabellone quando mi sento chiamare. E' Alebo che arriva da
Livorno e si è fatto tre ore di treno per essere lì a quell'ora;
Alessandro è un omone grande e grosso con un tono pacato e garbato. Ci
guardiamo i piedi: siamo tutti e due scalzi ed alla prima esperienza in
città ma le sue piante, rispetto alle mie, dimostrano di avere percorso
molti chilometri e di avere lavorato parecchio. Poche frasi per sciogliere
il ghiaccio ed ecco che dalle scale arriva Paolo Fratter. Lo riconosco
prima ancora di scorgere i suoi piedi scalzi perchè ho visto la sua foto
sul sito. Partiamo quasi subito perchè alle 12.30 arriverà Ares da
Milano.
La giornata è soleggiata ma rispetto ai giorni precedenti non c'è la
cappa di umidità perchè soffia un libeccio dispettoso a tratti anche
fastidioso. La temperatura è perfetta e non si suda. Ottimo.
Alle dieci siamo pronti a porta Saragozza. Ci aspettano quasi quattro
chilometri per arrivare a San Luca attraverso i portici. Spiego che si
tratta di 666 archi (numero diabolico) e che nelle intenzioni dei
progettisti dovevano rappresentare il serpente la cui testa veniva
schiacciata appunto dalla Madonna di San Luca.
Alebo e Paolo sono due grandi viaggiatori e parlano delle loro mete, molte
in comune; da parte mia ho un passo lungo e così a volte mi trovo
staccato di qualche metro avanti a loro ma la mia mancanza di allenamento
mi costringe a fermarmi più volte e così il gruppo si ricostituisce. Nel
tratto in salita ci sono diverse persone che per allenamento fanno il
percorso ed alcuni di loro li incrociamo più volte!
Arriviamo in cima fra le raffiche di vento e grande soddisfazione: non
stiamo sudando, il fondo lastricato in pietra è piuttosto piacevole ed il
panorama stupendo ma l'orario incalza e siamo costretti a scendere quasi
subito se vogliamo incontrare Ares. Alle 12.10 siamo di nuovo a Porta
Saragozza e andiamo verso la stazione quando un sms ci avvisa che Ares è
bloccato sul treno fra Piacenza e Parma per un guasto tecnico e che non
potrà arrivare prima di mezz'ora. Di comune accordo decidiamo di
aspettarlo prima di andare a mangiare.
Finalmente (è quasi l'una) arriva anche Ares e ci buttiamo in un
ristorante tipico dove assaggiamo le specialità della ghiotta cucina
Bolognese che gli ospiti di questo giorno danno prova di gradire.
Non c'è però molto tempo perché alle 17 Alebo ha il treno che lo porterà
a casa per le 20 e quindi decidiamo per un veloce giro nei punti più
caratteristici di Bologna: Piazza Maggiore, Vicolo Drapperie, le due
torri, Piazza Santo Stefano ed il quartiere ebraico; Ares ha la macchina
fotografica e ci scatta qualche foto alternandosi con i monumenti.
L'assenza di umidità rende i colori particolarmente netti e brillanti.
Arriviamo in stazione e siamo costretti a salutare Alebo: per lui è stata
una giornata di corse. Con Paolo Fratter e Ares cerchiamo invece una
gelateria all'ombra dove possiamo finalmente rilassarci un attimo e
tranquillamente chiacchierare. Sembra passato un minuto ma anche per loro
arriva il momento di salutarci. Mi guardo le piante dei piedi, non sono
mai state così nere e le sento anche un poco indolenzite ma sembrano
avere sopportato tutta la giornata senza problemi; a parte le cicatrici
delle bolle "storiche" sotto ai talloni non vedo alcun altro
argomento di stress. Penso alle persone con cui ho condiviso questa
piacevole giornata, ma anche a chi non ha potuto partecipare: Andrea, che
abbiamo ricordato spesso, pensando alle difficoltà di una escursione in
quelle condizioni sulla montagna. Nancy e Flavio con il suo ginocchio che
avrebbe avuto senz'altro dei problemi nel percorso di discesa. A Paolo G a
cui mando il mio numero di cellulare e con il quale protremmo condividere
diversi percorsi locali vista la vicinanza e per finire Christian che,
visti i ritmi tenuti in questa giornata, avremmo potuto solamente
intravvedere ed invece in questo modo ci ha dato la scusa per
eventualmente andarlo a trovare.
Solo due note curiose per chiudere questo lungo resoconto: Alebo aveva una
maglietta a ricordo di un viaggio a Mosca con delle scritte cirilliche e,
riteniamo per questo, una signora moldava vedendoci camminare scalzi si è
rivolta a noi dicendo che camminare in città così era troppo caldo e ci
ha consigliato di farlo sull'erba. Invece, mentre eravamo al ristorante,
un ragazzino che era in un tavolo con i genitori vicino al nostro e che ci
ha visti scalzi, si è tolto anche lui le ciabattine ma sua madre lo ha
costretto subito a rimettersele.
Da parte di coloro che ci hanno visto in stazione, passeggiare nei portici
di San Luca, nelle strade del centro o nelle chiese dove velocemente ci
siamo intrattenuti, non è arrivato alcun commento dandoci l'impressione
di non averci notato o comunque di avere considerato la cosa originale ma
non eclatante.
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